di Elisa Silvestrin
Immaginate per una attimo di aver un dolore al collo, magari dovuto a un piccolo incidente domestico. Nulla di preoccupante ma il fastidio si intensifica giorno dopo giorno. Fate gli opportuni scongiuri, pregate che il medico non vi prescriva una ecografia: potreste dover aspettare anche un anno. Una lista d’attesa sconfortante, ma quando lo stesso tempo è necessario per una visita cardiologica il dato diventa allarmante. Ed è purtroppo la realtà.

Sul sito della Regione Lazio sono stati pubblicati i dati sui tempi di attesa dei pazienti registrati nel mese di settembre 2013. “In alcuni territori la situazione tende ad essere ancora più grave di quanto pessimisticamente prevedibile – denuncia Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio e membro della commissione Salute – Un ecodoppler per tronchi sovraaortici necessita a Roma di un attesa di più di 300 giorni, a Frosinone bisogna invece attenderne 213 – continua Santori – A Latina per una visita cardiologica servono ben 109 giorni e per un elettrocardiogramma dinamico (holter) addirittura più di 200. A Rieti per una risonanza magnetica della colonna arriviamo a 220 giorni di attesa, che a Roma si dilungano anche fino a 300 giorni. Sempre nella Capitale un paziente deve attendere 301 giorni per una tac del rachide e dello speco vertebrale e più di cento giorni per un’ecografia del capo e del collo, attesa questa che a Frosinone e Latina supera i duecento giorni e in alcuni casi arriva a quasi un anno”.
I tempi di attesa relativi alle visite neurologiche, alle ecografie dell’addome superiore e inferiore e per una mammografia bilaterale sono ben al di sopra dei raccomandati. “Vogliamo vederci chiaro sui proclami del presidente Zingaretti – conclude Santori – Il decreto emanato lo scorso 28 ottobre è un copia e incolla della normativa già esistente per questo a breve presenterò un’interrogazione dettagliata che smaschera l’inconcludente gestione della sanità marchiata centrosinistra”.
La replica del Governatore del Lazio arriva a stretto giro: “Nel decreto che ho firmato – spiega Zingaretti – aggrediamo i nodi elementari, come quello di introdurre l’obbligo di mettere il 60% delle agende a servizio del numero unico e questo, da gennaio, produrrà effetti. Inoltre abbiamo introdotto limiti alla vergogna dell’intramoenia, introducendo i tempi massimi di attesa a partire dal primo gennaio: alle strutture che non li rispetteranno limiteremo la possibilità di fare intramoenia fino a togliergliela. Sui ticket – conclude il presidente Nicola Zingaretti – stiamo lavorando, vogliamo introdurre equità nella gestione. Presenteremo un piano che, essendo commissariati, dovrà essere discusso al tavolo con il Governo”
