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In rivolta 26mila “comunali”. “Giù le mani dagli stipendi”

In rivolta 26mila “comunali”. “Giù le mani dagli stipendi”
IL CASO. Dopo la denuncia del Mef sul salario accessorio, i dipendenti del Comune e delle aziende collegate si ritrovano in piazza del Campidoglio per chiedere garanzie. Corsetti al terzo giorno di sciopero della fame: “Uomini e donne che lavorano bene”

Il messaggio è forte e chiaro: gli stiupendi non si toccano E almeno uno su due degli oltre 26 mila dipendenti della Comune di Roma spa, si è riunito in assemblea nella piazza del Campidoglio per chiedere di salvaguardare gli stipendi messi a rischio dalla circolare del ministero delle Finanze che ha stabilito l’illeggitimità delle odalità con cui vengono erogati gli straordinari. Insomma, qualla voce in più rispetto allo stipendio base che viene definita “salario accessorio”.
A soffiare sul vento della protesta non solo i sidacati che hanno già minacciato di bloccare tutta la macchina comunale ma anche un pezzo sostanzioso della politica che spinge sulla macchina delle elezioni europee. E infatti dai vigili urbani agli uscieri, mai tanta solidarietà ad una categoria che a Roma vale più di 50 mila voti, al netto delle famiglie.
In piazza anche Orlando Corsetti, ex presidente di Municipio, ora consigliere e presidente della commissione Commercio, al suo terzo giorno di sciopero in difesa dei “comunali”. Spiega Corsetti ad affaritaliani.it: “In tanti anni di municipio ho avuto modo di conoscere bene la ricchezza professionale dei dipendenti comunali. Certo ci sono ancora sacche di “fancazzisti” ma la maggior parte sono uomini e donne che lavorano bene e credono nell’Amministrazione Comunale.

La mia una mossa politica? Anche, una parte di loro è evidente che mi ha votato ma qui bisogna trovare una soluzione per evitare un impoverimento sociale e professionale. Sono in piazza sempre a digiuno ma con la certezza che questa vicenda si sbloccherà e al più presto. Ho avuto modo di leggere il bilancio 2014 e il previsionale per il triennio e ora le risorse ci sono. Ora la politica deve fare la sua parte”.

LO SCIOPERO DELLA FAME PROSEGUE.  “Privarsi di qualcosa per scelta è dura ma essere privati ingiustamente di un diritto lo è ancora di più”. Così, in una nota, Orlando Corsetti, consigliere capitolino del Pd, da alcuni giorni in sciopero della fame in segno di solidarietà ai lavoratori di Roma Capitale che rischiano di vedersi tagliare il salario accessorio.
“Oggi in una piazza gremita – continua Corsetti – tanti lavoratori hanno rivendicato il loro diritto a uno stipendio che garantisca una vita dignitosa e il giusto riconoscimento del lavoro che quotidianamente svolgono per la nostra città”. “Il Governo non perda tempo e si attivi subito per adottare le dovute iniziative per garantire gli attuali livelli retributivi. In attesa di risposte continuerò lo sciopero della fame”. Conclude Corsetti.