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#indignazio vince l’oscar degli hashtag più esilaranti

Se esistesse un premio per l’hashtag più esilarante, di sicuro questo arriverebbe in finale. Catapultato in rete da Vincenzo Leli, trentasettenne consigliere di Forza Italia del XV municipio di collaudata fede berlusconiana, ecco apparire #indignazio, un geniale tag di latina memoria e romanissima attualità. Con una licenza poetica degna della satira di Decimo Giulio Giovenale, che dell’ “indignatio” contro la corruzione e la degenarazione della classe dirigente del suo tempo aveva fatto il suo cavallo di battaglia già nel 50 dopo Cristo nei suoi versi in esametri, Leli chiede senza mezze misure al sindaco Ignazio Marino di dimettersi. E lancia una petizione per chiedere le firme di chi non ne più, di chi è indignato per “allagamenti, traffico chilometrico, voragini, nomine sbagliate e ritirate, maiali tra i rifiuti” si legge sul sito internet change.org. “Tutto questo è la Roma di Marino, che si pavoneggia in prima fila al Gay Pride e diserta la cerimonia per i nostri Marò” spiega Vincenzo Leli che nel suo curriculum annovera la creazione del primo circolo Forza Silvio di Roma.