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Invasione di cinghiali. Cani e gabbie non bastano

L’allarme lanciato da tempo, ma è nel frusinate che le culture sono maggiormente rovinate e il problema si sta trasformando una vera e propria emergenza

Gli agricoltori avevano lanciato l’allarme già da tempo, ora quello che è un problema diffuso in tutta la provincia di Frosinone sta lentamente scivolando verso una vera e propria emergenza. La zona in cui le culture sono maggiormente rovinate dai cinghiali è quella di Tufone nel comune di Anagni dove il commissario straordinario della provincia di Frosinone Giuseppe Patrizi ha incontrato gli imprenditori agricoli insieme al presidente della Coldiretti Vinicio Savone e al comandante della polizia provinciale Massimo Belli, annunciando che sull’argomento verrà chiasto aiuto alla Regione Lazio.

“Il problema – ha dichiarato Patrizi – ci è stato segnalato in diverse zone della provincia di Frosinone e siamo intervenuti con procedure di cattura degli esemplari. Essi vengono, dopo visita sanitaria, donati alle strutture di assistenza alle persone diversamente abili o indigenti. Anche ad Anagni, dove il sindaco Bassetta ha già siglato un’ordinanza in merito, la Polizia Provinciale procederà, nell’immediato, con la tecnica dell’allontanamento tramite cani e, al contempo, con quella della cattura tramite gabbie. Il problema, però, è di dimensioni ormai notevoli e riguarda un po’ tutto il territorio provinciale. Per questo motivo, insieme al presidente di Coldiretti, interesseremo l’assessore Regionale Sonia Ricci, con la quale affronteremo la necessità di studiare misure straordinarie per risolvere il problema in modo sistematico”.