di Alberto Berlini
Per l’amianto ci si ammala molto di più di quello che si poteva pensare: non solo tumori ai polmoni, ma anche leucemie e altre patologie possono essere derivate dall’esposizione alle fibre di questo materiale che per decenni è stato utilizzato per costruire case, scuole, ospedali, acquedotti, elicotteri, mezzi militari. Non ci sono aree a rischio zero.
Non solo chi si è trovato a lavorare con questo materiale ha una speranza di vita di 7 anni inferiore a quella media, è bene ricordare che in Italia si registrano circa 5.000 decessi ogni anno a causa di patologie asbesto correlate. I dati forniti dall’Ona, l’Osservatorio nazionale amianto, che ha presentato un Piano Nazionale Amianto, alternativo a quello approvato dal Governo Monti nel corso del Consiglio dei Ministri dell’8 aprile 2013.
Un piano che ha detta dell’Avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio, presenta innumerevoli imprecisioni, quando non lacune e inesattezze. “Basti pensare che non è ancora terminata la mappatura delle aree da bonificare, Calabria e Sicilia non hanno neppure presentato i loro dati. I 150 milioni di euro che il governo Letta aveva stanziato alle Regioni non sono stati neppure stanziati semplicemente perchè le stesse Regioni hanno rigettato un piano che prometteva fondi assolutamente insufficienti ad avviare una seria bonifica delle 2500 scuole e centinaia di ospedali che necessitano di una immediata bonifica”. Quelli presentati dall’avvocato Bonanni sono solo alcuni dei dati choc che verranno presentati giovedì e venerdì prossimo nel corso della seconda conferenza internazionale dedicata alla lotta all’amianto.
“Proponiamo di creare un Commissario che sia in grado di rastrellare anche i fondi europei e dare il via ad un vero e proprio piano operativo, quanto mai urgente. In Italia ci sono 32 milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto compatto a cui si aggiungono alcuni milioni di tonnellate di amianto friabile, ancora più pericoloso perchè più valatile. Le discariche sono insuficienti e prossime alla saturazione. Oltre il 60% dell’amianto viene trasportato così in Germania con costi enormi, mentre li addirittura viene reso inerte e riutilizzato.
Ezio Bonanni, presidente ONAL’ONA presenterà un piano che si propone di agire su tre direttrici: prevenzione primaria, attraverso la bonifica dei siti contaminati per evitare future esposizioni; prevenzione secondaria, ovvero diagnosi precoce per una migliore terapia e cura delle patologie asbesto correlate. Un piano alternativo a quello del governo Monti che si fondava essenzialmente sulla mappatura dei siti contaminati e sulla sensibilizzazione del problema senza affrontare la necessità di decontaminare i luoghi di vita e lavoro dall’amianto.
Il nuovo Piano Nazionale Amianto dell’Ona sarà al centro della seconda conferenza internazionale dal titolo “Lotta all’amianto: il diritto incontra la scienza”, il 20 e 21 marzo presso la Camera dei deputati e la Regione Lazio.
