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L’INTERVENTO. Salatto: “L’arroganza e il rischio fallimento. Su quegli scranni Almirante, Andreotti, Saragat e Argan”

di Potito Salatto*

Nella storia dell’assemblea capitolina non si ricorda un indegno episodio simile a quello verificatosi nel corso dei lavori per l’approvazione del bilancio. Non stiamo parlando di una piccola assemblea di paese, dove un atteggiamento del genere sarebbe comunque ingiustificabile, ma del consiglio comunale di Roma, capitale d’Italia, che ha visto sedere sui propri scranni personaggi del calibro di Almirante, Andreotti, Saragat, Argan, eccetera…
Ferma restando la mia solidarietà al sindaco Marino, mi permetto di fare un’osservazione di fondo. Quale figlio di ammiraglio so che la regola in vigore a bordo o in caserma è che qualsiasi cosa succeda il responsabile è innanzitutto il comandante per non avere avuto l’autorevolezza necessaria a evitare spiacevoli episodi. Abbiamo più volte sottolineato negativamente l’arroganza di questo sindaco e la sua solitudine di gestione che non ha ancora prodotto nulla per la città, sempre più abbandonata a se stessa. Critiche queste mosse di recente anche dai suoi compagni di partito del Pd. Rifiutare la mediazione quale principale regola della democrazia non porta da nessuna parte. Serva da monito la fine della Giunta Polverini alla Regione Lazio, anch’essa caratterizzata da arroganza e solitudine, nell’augurarci che il Campidoglio non debba subire l’onta del commissariamento. Sarebbe il fallimento di questa giunta che pur si vantava di avere volti nuovi, rottamatori di classe…
Sul protagonismo del rappresentante di Fratelli d’Italia preferisco invece tacere lasciando giudicare agli altri quale sia l’immagine della destra che quel partito intende rappresentare. Aveva ragione Fanfani quando spiegò a noi del movimento giovanile della Dc che si è bischeri anche a vent’anni…

*eurodeputato del PPE e vicepresidente della delegazione Popolari per l’Europa al Parlamento europeo