Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » L’ira dei vigili nel mercoledì da leoni. Sciopero, corteo e assedio al Campidoglio

L’ira dei vigili nel mercoledì da leoni. Sciopero, corteo e assedio al Campidoglio

La tensione tra il sindacato Ospol e il Comune sale alle stelle. Il 29 gli agenti della Polizia Municipale in strada per chiedere assunzioni, nuova organizzazione del lavoro, tutela dalle malattie professionali e l’assicurazione per le armi di servizio. La minaccia di riconsegnare le pistole e di estendere la vertenza anche alla Regione Lazio. Il presidente Marucci: “Non ci ha mai convocati”

Sarà un mercoledì da leoni per gli automobilisti romani. Niente vigili nel giorno della classica udienza papale. Scende in piazza, al culmine della tensione dopo mesi di rapporti difficili con il Comune di Roma, l’Ospol, il sindacato autonomo della Polizia Locale della Capitale, che promette battaglia anche nei confronti della Regione Lazio. Lo sciopero, annunciato nello il 4 dicembre scorso ma possibile solo da questa settimana perché fuori dalla fascia di garanzia del periodo natalizio, sarà accompagnato da una manifestazione degli agenti: “Ci raduneremo alle 9 in piazza Bocca della Verità – dichiara il segretario Stefano Lulli – poi arriveremo in corteo fino a piazza Venezia, dove sosteremo davanti all’Altare della Patria, in raccoglimento per le vittime della Polizia locale. La meta finale sarà piazza del Campidoglio, dove faremo un sit-in, finché non saremo ricevuti da una delegazione dei rappresentanti”.
Lulli elenca le principali richieste al sindaco Ignazio Marino e all’amministrazione capitolina: “Il completamento dell’organico, che prevede 8.500 unità al posto delle 5.400 attualmente disponibili; una nuova organizzazione del lavoro, attraverso direttive precise che migliorino l’efficienza del Corpo e in particolare la tutela dalle malattie professionali, attraverso l’equo indennizzo per il riconoscimento della causa di servizio, così come avviene per la Polizia di Stato”. Manca ancora, aggiunge Lulli, “una polizza assicurativa che copra per le 24 ore l’utilizzo dell’arma di servizio, perciò non escludiamo di poter riconsegnare le armi d’ordinanza all’armeria del Comando qualora le nostre richieste non trovino risposta”.
Rincara la dose il presidente dell’Ospol Luigi Marucci: “A Roma non c’è l’organizzazione del lavoro sperimentata in tutte le città d’Italia e incentrata sui vigili di quartiere. È questa la soluzione che non lascerebbe il poliziotto locale soltanto nella bella vetrina del Centro Storico, ma in tutti i municipi e quartieri più periferici, penso a Tor Bella Monaca e Laurentino. Troppe volte la Polizia locale deve fronteggiare situazioni di pericolo come i grandi eventi, le partite, gli sgomberi dei campi nomadi, senza nessuna protezione, con il risultato di subire nel 2013 oltre 50 aggressioni gravi, e centinaia di aggressioni più leggere, senza bisogno di cure mediche”. Per la tutela sanitaria degli agenti Marucci chiama in causa il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: “Non ci ha mai convocato nonostante le nostre ripetute sollecitazioni, invece deve attivare immediatamente l’istituto epidemiologico della Regione, come prevede la legge regionale 1 del 2005 per prevenire le malattie professionali. I vigili spesso rischiano di soffocare all’incrocio, perché non hanno nessuno strumento di protezione, e da lì deriva la grande incidenza delle malattie professionali sulla categoria: allergie avanzate a pelle, occhi e vie respiratorie, problemi di sordità, patologie invalidanti come quelle cardiorespiratorie. Anche in pensione – spiega Marucci – i vigili scontano un’alta incidenza della mortalità nei primi 2 anni dopo la fine del servizio, perché operano senza prevenzione”. A mali estremi, conclude il presidente del sindacato, “non escludiamo di fare una petizione all’Unione Europea, per mettere in chiaro questa storia delle malattie professionali e della differenza di trattamento tra Polizia di Stato e Polizia locale”.