“La relazione con cui l’assessore Improta ha giustificato lo spoil system ai vertici di Atac è un intervento in cui prevale più la polemica politica che una seria analisi tecnica. E’ incredibile che l’Assessore lasci in secondo piano i tagli vertiginosi che Roma Capitale ha subito da Stato e Regione sul TPL. Si tratta di un taglio di più di 280 milioni, dal 2008 al 2012, che si è scaricato dallo Stato a tutte le Regioni italiane oltre che delle sofferenze specifiche della Regione Lazio causate dal blocco della spesa sanitaria. Per quel che concerne l’ultimo bilancio della Regione Lazio, se è vero che l’azzeramento del trasferimento era previsto dalla giunta Polverini, è altrettanto vero, cosa che l’assessore Improta omette di dire, che questo azzeramento è stato approvato definitivamente nel bilancio della giunta Zingaretti. Questi tagli ai trasferimenti si aggiungono ai mancati versamenti, che al termine del 2013 saranno pari a 662 milioni, che in larga parte giustificano i debiti che sono sulle spalle di Atac. Infine, sul versante finanziario va ricordato che le difficoltà economiche di Roma Capitale hanno progressivamente azzerato i finanziamenti per investimenti nel settore TPL passati da 65 milioni a 10 milioni di euro l’anno dal 2009 ad ora. Nonostante questo Atac ha effettuato investimenti acquistando 337 nuovi autobus spendendo 110 milioni in autofinanziamento. Per quanto riguarda le consulenze, quelle del 2013 sono scese a 1,080 milioni di euro, pari al 20% in meno rispetto al 2009, cifra ben diversa dai 60 milioni presentati nella relazione da Improta, che confonde le consulenze con le spese per la vigilanza e con altre spese che non hanno nulla a che fare con le consulenze stesse. Il 93% dei contratti per forniture è stato stipulato tramite il sistema di e-procurement e tramite Consip (per esempio energia e telefonia) con un risparmio dal 5% al 20%. Va ricordato, inoltre, che le gare superiori a un milione di euro degli ultimi due anni sono state oggetto di supervisione da parte di una commissione esterna costituita da membri con alto profilo professionale. Infine, il personale è passato da 12.870 dipendenti nel 2008 a 11.882 nel 2012, mentre i dirigenti sono diminuiti da 104 a 79. In sintesi l’assessore Improta compie una operazione demagogica che rende dominanti le difficoltà gestionali interne di Atac rispetto al vero problema della società ovvero il drammatico taglio di trasferimenti e il rilevante debito da parte della Regione Lazio. Con questa impostazione faziosa ed ideologica dell’Assessore, il compito del nuovo AD, Danilo Broggi, sarà tutt’altro che agevole, perché si scaricano su di lui, che non è certo dotato di bacchetta magica, problematiche che non dipendono dalla gestione dell’azienda. Se l’amministrazione Marino pensa che sia sufficiente sostituire una persona alla guida di Atac offende non solo le professionalità che l’hanno retta fino ad oggi, come l’amministratore delegato, Roberto Diacetti o il direttore generale, Antonio Cassano, ma così facendo scarica sul nuovo Amministratore Delegato criticità difficilmente risolvibili. Sta semmai al Sindaco aprire un tavolo di trattativa serio con Regione e Governo per reperire le risorse che mancano, una trattativa in cui il centrodestra è pronto a fare la propria parte ma che non può essere fondata su letture ridicole e faziose degli ultimi anni di Atac”. Lo dichiara in una nota Gianni Alemanno.
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