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L’ira di Marino: “Blocco la città”. I romani pronti ai “forconi”

Il sindaco disperato s’inventa una maratona tra radio e televisioni per fare pressing sul Governo e ottenere un nuovo decreto per spalmare il debito sulla gestione commissariale. Il vero problema è il rapporto col Pd che l’ha messo all’angolo

Prima Radio 24, poi Radio Radio, quindi Sky Tv e chi più ne ha più ne metta. Ignazio Marino, sindaco ridotto col cappello in mano a pietire al Governo un nuovo provvedimento che sostituisca il Salva-Roma, s’inventa un tour mediatico senza precedenti.
“E’ il giro delle Sette Chiese”, durante il quale minaccia di bloccare la città: “Senza il Salva Roma “da domenica blocco la citta’. Quindi le persone dovranno attrezzarsi: i fortunati politici del palazzo che hanno le auto blu potranno continuare a girare, i romani invece non potranno girare fino a quando la politica non si svegliera”, grida ai microfoni dell’emittente del Gruppo Il Sole 24 Ore, con la rabbia di chi si sente tradito dalla sua compagine politica e da ben due primi ministri: Enrico Letta che non ha avuto la forza di far approvare il decereto per spalmare il debito colossale della città e poi “l’amico” Renzi che non se l’è sentita di chiedere la sua prima fiducia su un provvedimento che salva la sedia del sindaco “meno di sinistra” che sia mai salito al Campidoglio e i conti della città Eterna.
E’ un Marino minaccioso, che abbandona l’aplomb chirurgico e diventa un “agit prop”: “Sono veramente arrabbiato – dice a Radio 24 – il Governo deve dire con chiarezza: ‘ti diamo gli strumenti legislativi per poter risanare e una volta per tutte Roma deve poter spendere solo ed esclusivamente i soldi che ha e non fare non come ha fatto per cinquant’anni”. E poi la ricerca della sponda da parte dei cittadini: “I romani hanno ragione ad essere arrabbiati e dovrebbero inseguire la politica con i forconi. Qui a Roma bisogna ancora pagare i terreni espropriati nel 1957 per costruire il Villaggio Olimpico. Si può continuare a governare cosi’ la Capitale d’Italia?”.
Il tour andrà avanti tutto il giorno, sino a quando dalla presidenzs del Consiglio dei Ministri non arriverà il nuovo decreto promesso già dall atarda mattinata di mercoledì. Giorno in cui il sindaco di Roma si è visto crollare il mondo addosso.
Ma oltre le chiacchiere da radio – che si conferma il mezzo preferito da Marino per parlare coi romani – il vero nodo è il braccio di ferro interno al Pd. Sono mesi che il partito sponsor del sindaco manda segnali di insofferenza e sono mesi che il chirurgo fa spallucce. Ora la resa dei conti tra Ignazio Marino che vuole relegare a soci di minoranza  i partiti e la politica che mal digerisce un sindaco fuori controllo.