Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Roma » L’uomo nero, la bicicletta. Fare al condizionale

L’uomo nero, la bicicletta. Fare al condizionale

La Giunta non c’è, la città attende in compenso il sindaco Ignazio Marino spopola sulle agenzie di stampa. Non c’è evento o commemorazione in cui il primo cittadino non posi con il suo caschetto e la bicicletta, accompagnato dai fidatissimi vigili urbani a due ruote.
Accanto alle immagini in tutte le salse che vengono propinate con cadenza quotidiana, appaiono dichiarazioni di intenti sul “bisognerebbe fare, si dovrebbe fare”. Sembra quasi che la campagna elettorale abbia un suo strascico naturale in giorni di non governo, in questo interregno tra la gioia della proclamazione, le difficoltà di trovare qualcuno che per tremila euro al mese e più metta la sua firma sui provvedimenti che governano la città e la vera fatica di amministrare un pachiderma immobile e intontito nel post Alemanno, come la Capitale.

E’ chiaro che se Marino prende tempo e gioca con la bici come se Roma fosse la sede di un ritiro pre Giro d’Italia, il resto della città non sta a guardare. A parte la boutade simpatica e post inclusiva di chiedere al lusso di piazza di Spagna di studiare un modo per gestire lo spazio in collaborazione con gli extracomunitari che vendono cianfrusaglie colorate, c’è da registrare che la fine dell’epoca delle ordinanze burla contro lucciole e lavavetri, è segnata da un ritorno in grande stile degli uni e delle altre. E se prima i vigili urbani cercavano di essere seri di fronte al terrore dei vù lavà, e delle schiave del racket sempre più succinte a tal punto che Sara Tommasi sembra un’educanda svizzera nella riedizione di Vacanze Romane, ora le due categorie che hanno segnato il trionfo degli sceriffi si moltiplicano a dismisura.

Chi scrive martedì sera alle 22,45 transitava per caso nei celebri Fori Imperiali. Ibam forte Via Sacra, narrava Orazio, solo che al posto dei clientes, c’era un vigile urbano con i pantaloncini corti che gettava in terra la bici e si lanciava a piedi nell’inseguimento improbabile di un’extraC che aveva smantellato la sua bancarella con vista Colosseo all’arrivo del terribile pizzardone. Sembrava un cartoon: bici lanciata a terra, abusivo in fuga e vigile spiazzato: rincorrere l’uomo nero oppure evitare che qualcuni si freghi la biciblù?

Ecco, a furia di correre dietro alle chiacchiere come le quote rosa e i curricula, c’è il rischio che Roma faccia la fine del vigile urbano coi pantaloncini da bagnino. Per ora a segno è andato un solo colpo: i fondi per l’estate romana. Il “tappo” l’ha tolto il segretario generale che teneva in piedi il sindaco più caotico della storia della città: Gianni Alemanno. Per il resto sembra di essere contesi tra la rincorsa dell’omino e la salvezza della bici. Cioè nella terra di nessun. Qualcuno di Roma spieghi al sindaco che le lune di miele durano poco, anche la stampa “amica”.