Una stagione che guarda al futuro
La nuova stagione 2026-2027 della Sala Umberto si presenta come un viaggio attraverso i sentimenti, le passioni e le contraddizioni dell’animo umano. Un cartellone ricco e articolato che conferma la forte identità del teatro romano, da anni punto di riferimento della prosa italiana, capace di coniugare intrattenimento, qualità artistica e riflessione sociale.
Nel cuore della Capitale, la Sala Umberto continua a rappresentare un presidio culturale che guarda al futuro senza rinnegare la propria storia. La stagione appena conclusa ha fatto registrare risultati positivi in termini di presenze e gradimento del pubblico. Se la prima parte del 2026 ha raccolto numeri particolarmente incoraggianti, la seconda ha evidenziato leggere difficoltà che ancora incontrano le produzioni più impegnative.
Il rischio di una cultura commerciale
“Quando ci si allontana dalla prosa leggera il percorso diventa inevitabilmente più difficile”, ha osservato il direttore artistico Alessandro Longobardi durante la presentazione della nuova programmazione. Un tema che si intreccia con la questione dei finanziamenti pubblici allo spettacolo dal vivo, spesso insufficienti a sostenere una proposta culturale ambiziosa e diversificata. Senza un adeguato sostegno, il rischio potrebbe essere quello di favorire produzioni commerciali.
Andare a teatro diventa una sfida
Un’ulteriore riflessione di Longobardi riguarda la situazione della Capitale, oggi sempre più condizionata da una complessa rete di cantieri, dalla cronica carenza di parcheggi e da un traffico spesso paralizzante. Una condizione che incide anche sul loro benessere quotidiano, generando stress e preoccupazione. Le attività di svago e di arricchimento culturale, come recarsi a teatro, rischiano di essere vissute con disagio a causa delle problematiche logistiche che caratterizzano la città.
Francesco Montanari inaugura la stagione
Ad aprire la stagione, dal 6 al 18 ottobre, sarà uno degli appuntamenti più attesi del cartellone: “Storia di un cinghiale. Qualcosa su Riccardo III”, interpretato da Francesco Montanari e firmato dal pluripremiato drammaturgo e regista uruguaiano Gabriel Calderón.
Al centro dello spettacolo si incontrano due figure apparentemente distanti: da una parte Riccardo III, il sovrano shakespeariano disposto a eliminare ogni rivale pur di conquistare il trono; dall’altra un attore che, dopo una lunga attesa, ottiene finalmente il ruolo della sua vita. “Questo testo arriva in teatro come un corpo vivo: delicato, fragile, ancora da modellare» afferma Calderón.
L’amore protagonista della stagione
Il tema dominante della stagione è l’amore, declinato in forme diverse: romantico, ossessivo, tossico, totalizzante, drammatico. Un filo rosso che attraversa numerosi spettacoli e che trova la sua espressione più intensa in “Cime tempestose”, in scena dal 20 al 25 ottobre.
L’adattamento del celebre romanzo di Emily Brontë porta sul palco una delle storie d’amore più tormentate della letteratura mondiale, quella tra Heathcliff e Catherine. Durante la presentazione, i protagonisti Federica De Benedittis e Giulio Corso hanno raccontato la complessità di dare voce a un sentimento assoluto e devastante, lontano dalle sensibilità contemporanee.
Coinvolgente la dichiarazione d’amore di Corso a sua moglie Federica: “solo con lei in scena posso farvi vivere la parola amore”.
Il fil rouge dell’amore trova spazio con altri tre spettacoli: “Io, Charles”, diretto da Alessio Pizzech con Marco Bocci e Pia Lanciotti (dal 2 al 14 marzo) – ispirato al romanzo di Charles Bukowski e rielaborato da Sonia Antinori,“Ciò che vide il maggiordomo”, diretto da Giovanni Anfuso, con Giampiero Ingrassia, Paolo Triestino e Claudia Campagnola (dal 27 al 31 gennaio).
Da Bukowski a Buccirosso: gli spettacoli in cartellone
Tra gli appuntamenti di punta della stagione “Arlecchino mutuo per spavento” di Marco Zoppello (dal 3 al 6 dicembre), il ritorno di CarloBuccirosso, “L’esorcismo di Don Tonino” (dal 9 dicembre al 10 gennaio). A seguire, il pubblico potrà assistere al monologo “Captivo” di Gianfranco Gallo (dal 13 al 24 gennaio), l’intenso assolo di Paolo Kessisoglu, “Sfidati di me” (dall’1 al 4 aprile) e “L’ultima domenica di agosto”, scritto e diretto da Fulvio Pepe (dal 6 all’11aprile).
Teatro musicale e concerti completano la proposta culturale
Ampio spazio riservato al teatro musicale e agli spettacoli in forma concerto. Tra questi, “Nevergreen” di Francesco De Gregori (dal 27 ottobre al 15 novembre), “Breaking Brecht sing’n’song cabaret” con Veronica Pivetti (dal 26 al 29 novembre), “Traiettorie impercettibili”, l’omaggio a Franco Battiato firmato da Federico Mecozzi (11 gennaio) e “The Origins Live Tour” di Raffaele Magliuolo (23 marzo).




