Ventisei automobili blindate e 8 motociclisti, oltre mille tra agenti e “uomini ombra”. Questi i numeri del servizio di sicurezza che assicureranno l’incolumità al presidente degli Stati Uniti Barack Obama che per tutto il giorno si sposterà in lungo e in largo per impegni istituzionali fino all’ultima tappa, quella più a rischio: la visita privata al Colosseo che per l’occasione rimarrà chiuso per tutto il giorno.
Agenti segreti, droni radiocomandati e gli stessi satelliti spia saranno puntati sulle zone rosse che sono state create attorno agli obiettivi sensibili: Campidoglio, Palazzo Chigi, Vaticano, Quirinale, Villa Madama e Villa Taverna, la residenza dell’ambasciatore Americano dove Obama tornerà solo a sera. Sulle macchine del corteo che scorteranno il Presidente degli Stati Uniti inoltre sono installati i Jammer, un’apparecchiatura che impedisce ai telefoni cellulari di ricevere o trasmettere segnali.
In Centro sono stati rimossi i cassonetti e installati i divieti di soste nelle zone interdette, mentre i tombini sono stati sigillati dalle squadre anti sabotaggio. Attenzione massima delle forze dell’ordine per eventuali iniziative di protesta estemporanee, mentre è già stata annunciata una manifestazione degli antagonisti davanti all’Ambasciata in via Veneto, un sit-in che dovrebbe iniziare alle 16.
Chiusure di strade e blocchi temporanei sono previsti al passaggio del corteo presidenziale che si muoverà su itinerari top secret, scelti al momento dal capo-scorta. Da tenere a mente quantomeno tappe e orari da evitare: Obama ha incontrato Papa Francesco in Vaticano alle 10.30 poi alle 12 è salito al Quirinale per un pranzo con il presidente Napolitano. Alle 15.00 l’incontro con il premier Matteo Renzi a Villa Madama. Infine nel tardo pomeriggio è previsto il tour privatissimo al Colosseo dove dalle 13 la stazione della metropolitana è stata chiusa, così come sono stati sgomberati tutti gli ambulanti dall’area dei Fori Imperiali, chiusi al traffico fino a che il presidente non si sarà allontanato per raggiungere nuovamente Villa Taverna. Prevista per la delegazione statunitense una cena “fuori programma” in un noto ristorante della Capitale.























