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La crisi arriva via satellite. In onda la tv senza dipendenti

Protestano i 74 dipendenti licenziati della società che produce i contenuti per i canali Alice, Marcopolo, Nuvolari e Leonardo. I sindacati accusano: “Un modello di televisione basato solo sui precari”

Alice, Marcopolo, Nuvolari e Leonardo: la crisi economica che sta devastando Roma e il Lazio arriva anche sul satellite. Sulla via Tiburtina, al civivo 924, presso la sede della Sitcom, la società che dal 1997 produce i contenuti per i canali via satellite distribuiti sulla piattaforma di Sky, si consuma il dramma di 74 lavoratori dei 94 impegnati nella produzione dei programmi.
E’ sciopero, perché le lavoratrici e i lavoratori di Sitcom sciopereranno per protestare contro i 74 licenziamenti annunciati dall’azienda e saranno in presidio di fronte alla sede di via Tiburtina 924 a partire dalle ore 10”, spiegano Dino Oggiano e Stefano Cardinali della Slc Cgil Roma e Lazio. “Sitcom – continuano -è una società che opera dal 1997 nel settore dell’emittenza privata ed è famosa per la produzione dei canali tematici Alice (cucina e gastronomia), Marcopolo (viaggi e turismo), Nuvolari (motori) e Leonardo (moda), prima distribuiti sulla piattaforma Sky e dal primo gennaio 2014 sul digitale terrestre. Oggi questi canali rischiano di scomparire insieme ai lavoratori che in tutti questi anni li hanno realizzati: il 14 aprile scorso la società ha infatti annunciato 74 esuberi su un totale di 94 dipendenti, attribuendone la responsabilità alla generale crisi del settore e al mancato rinnovo dei contratti con Sky”. “I 45 giorni di trattativa obbligatoria tra azienda e sindacato – aggiungono – si sono conclusi con un mancato accordo: l’azienda non ha voluto considerare nessuna misura alternativa al licenziamento, pur dichiarando di voler continuare a produrre i suoi canali televisivi. Il suo obiettivo è quello di cambiare modello produttivo, ripiegando solo su contratti per le singole produzioni, magari richiamando in servizio i medesimi ex dipendenti che ora vuole licenziare”. “E’ un’operazione suicida – dicono ancora i sindacalisti – che porterà a una discontinuità occupazionale per i lavoratori e a un grave danno per la qualità del prodotto, introducendo un modello basato sulla precarietà. Una deriva inaccettabile a cui la Cgil continuerà a opporsi, anche attraverso questa giornata di mobilitazione”.