Produzione nel I semestre del 2014 -20,6%, ordini -20,4%, fatturato totale -25,2%, utile lordo -34,2%. La conseguenza tangibile del perdurare della crisi economica è l’incertezza del futuro, che emerge sempre più chiaramente: le imprese sono travolte dalla paura ad investire. Il de profundis dell’economia regionale è scritta nero su bianco negli utlimi dati presentati dalla Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa.
Per poco meno di quattro imprese ogni dieci attualmente siamo all’apice della crisi economica mentre per due imprese su dieci il peggio deve ancora arrivare. Quello che emerge chiaramente è come siano tutti rigorosamente negativi i saldi che caratterizzano i cinque indicatori principali dell’economia: produzione, ordini, fatturato interno ed estero, investimenti. A metterli in ordiene l’“Indagine congiunturale sulle piccole imprese di Roma e Lazio- Consuntivo I semestre 2014 e Aspettative II semestre 2014” realizzata dalla Cna di Roma e Lazio in collaborazione con il Centro Europa Ricerche (CER) su un campione di 500 imprese della regione.
Risulta in controtendenza solo l’indicatore per il fatturato estero, che evidenzia al contrario un leggero peggioramento con un saldo che dal -26% per il consuntivo del I semestre del 2014 scende al -28,9% per le previsioni per il II semestre del 2014.
SETTORI IN CRISI. Nel I semestre del 2014 il settore che registra il saldo (sintetico) negativo più ampio è il settore delle altre industrie manifatturiere seguito dal settore del ceramico-vetro (-45%) e dal settore delle costruzioni (-45%). Un saldo positivo registrano al contrario i settori dell’agricoltura ed industrie alimentari (+7,7%), del chimico, plastica e gomma (+33,3%) e del commercio all’ingrosso (+22,1%). Il settore delle altre industrie manifatturiere si conferma anche nelle previsioni per il II semestre del 2014 come il settore con il più ampio saldo negativo (-74%), segno meno che caratterizza anche i settori dei lavori di costruzione specializzati (-44,2%) e dell’elettromeccanica ed elettronica (-40%). Si confermano con saldi positivi anche per le previsioni per il II semestre del 2014 i settori dell’agricoltura ed industrie alimentari (+35,3%), del commercio all’ingrosso (+18,6%) e del chimico, plastica e gomma (che registra un saldo nullo) a cui rispetto al I semestre del 2014 si aggiunge il settore delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (+2,9%). Infine, sempre a livello settoriale rileviamo come tra il consuntivo del I semestre del 2014 e le previsioni per il II semestre del 2014 si registra un netto peggioramento del saldo per il settore del chimico, plastica e gomma (dal +33% ad un saldo nullo), del settore delle altre industrie manifatturiere (dal -51,3% al -74%) e del settore del commercio di veicoli ed autoriparazione (dal -19,3% al -36,3%). La maggior parte dei settori, al contrario, evidenzia un miglioramento, più consistente per i settori del ceramico-vetro (dal -45% al -15%), dell’agricoltura ed industrie alimentari (dal +7,7% al +35,3%) ed infine delle attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento (dal -17,1% al +2,9%).
PRESTITI. La quota di imprese che ha avuto accesso al credito bancario nel I semestre del 2014 rispetto alla stessa quota riferita al II semestre del 2013 si è leggermente ridotta, passando dal 47,4% al 46,9%, raggiungendo il valore minimo degli ultimi anni.
OCCUPAZIONE. l numero di addetti durante il I semestre del 2014 “è stato ridotto dal 17,9% delle piccole e medie imprese del Lazio, mentre appena il 4,6% delle stesse imprese ha potuto aumentare la compagine aziendale. Le ore lavorate sono poi state ridotte dal 19,8% delle imprese contro il 12,1% che ha registrato un aumento, mentre una diminuzione del lavoro straordinario ha interessato il 22,7% delle imprese a cui si contrappone il 9,2% delle imprese che ne ha fatto maggiormente ricorso durante la prima metà del 2014”.
Con riferimento al consuntivo del I semestre del 2014, tutti e tre gli indicatori evidenziano un saldo negativo pari rispettivamente al -13,3% per il numero di addetti, al -7,7% per le ore lavorate ed al -13,5% per il lavoro straordinario. Per quanto riguarda le previsioni per la seconda metà del 2014, “per tutti i tre indicatori si registra un ampliamento del saldo negativo. Il saldo per il numero di addetti passa così dal -13,3% del consuntivo del I semestre del 2014 al -15,4% delle previsioni del II semestre del 2014. Per le ore lavorate il saldo nello stesso periodo passa dal -7,7% al -8,3% mentre per il lavoro straordinario dal -13,5% al -16,7%”.
Dall’analisi emerge inoltre che “solo una quota marginale di piccole e medie imprese del Lazio ha fatto ricorso agli ammortizzatori: nel I semestre del 2014 il 5,2% delle imprese ha fatto ricorso agli ammortizzatori, percentuale che diminuisce leggermente al 5% con riferimento alle previsioni relative al II semestre del 2014”.
CASSA INTEGRAZIONE. Tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, nel Lazio si è registrata un’accelerazione della crescita delle ore di CIG autorizzate (+13,2% nel IV trimestre del 2013 e +23% nel I trimestre del 2014) per poi continuare a crescere del 7,8% nel II trimestre del 2014. La crescita a livello regionale della CIG nella prima metà del 2014, secondo la Cna di Roma e Lazio, “è da addebitare in gran parte alla crescita delle stesse che si è registrata nella provincia di Roma: +26,1% nel I trimestre del 2014 e +42,6% nel II trimestre del 2014”. La provincia di Roma non è l’unica provincia del Lazio ad aver registrato una crescita delle ore autorizzate di CIG nei primi due trimestri del 2014. Infatti, anche la provincia di Rieti è caratterizzata da un quadro simile (+109,8% nel I trimestre del 2014 e +46,9% nel II trimestre del 2014). Per le altre tre province del Lazio si registra una fase altalenante caratterizzata da una crescita delle ore autorizzate di CIG nel I trimestre seguita dalla diminuzione delle stesse nel II trimestre del 2014 (+23,7% e -60,9% per la provincia di Frosinone e +30,7% e -38,7% per la provincia di Viterbo) o viceversa (-21,6% e +22,5% per la provincia di Latina)..

