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La crisi morde le imprese e le uccide. In sei mesi fallite 708 aziende

Rispetto al primo semestre del 2012 l’aumento della “mortalità” è del 5,5 per cento. L’allarme lanciato dalla Camera di Commercio Monza Brianza che ha analizzato i dati dei Tribunali fallimentari. L’analisi mette in luce come la congiuntura economica abbia eliminato dal panorama regionale 236 imprese storiche con più di 50 anni di attività

Sono 708 complessivamente le imprese del Lazio che hanno dichiarato il fallimento nei primi 6 mesi del 2013. Il 5,5% in più rispetto a quelle dichiarate fallite nel primo semestre dello scorso anno.
Un dato percentuale leggermente inferiore alla media nazionale, che rivela che in Italia tra il primo semestre 2012 e il primo del 2013 i fallimenti sono aumentati del 5,9%. È quanto emerge da un report della Camera di commercio di Monza Brianza, che ha analizzato i dati dei tribunali fallimentari italiani. Ancora nel Lazio, dal 2008 al 2012 – gli anni della crisi – hanno chiuso i battenti 236 imprese storiche, ossia ultra cinquantenni, pari al 14,6% delle imprese storiche esistenti.
“Anche se i primi timidi segnali positivi sembrano arrivare dall’economia, ad agosto i Tribunali fallimentari non vanno in vacanza – si legge nel report della Cciaa di Monza Brianza – In Italia sono circa 126mila le imprese che hanno in corso ad oggi una procedura concorsuale tra fallimenti e concordati preventivi. Restringendo il campo ai soli fallimenti, nel primo semestre del 2013 si sono registrate circa 6500 nuove procedure fallimentari, in aumento rispetto allo scorso anno del +5,9%.

E mentre aumentano i fallimenti, anche le imprese storiche fanno fatica a resistere. Per la crisi, secondo elaborazioni e stime dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza, tra il 2008 e il 2012 hanno chiuso circa 9mila imprese storiche, con più di 50 anni di attività. Si tratta di 1 impresa storica su 4. Prima del 2008, tra le imprese con più di 50 anni di attività, il medesimo dato si fermava a 1 su 5. A livello territoriale, si registra una variazione più evidente di nuovi fallimenti in Toscana (+33,8% rispetto allo scorso anno), Calabria (+31%) e Trentino Alto Adige (+26,9%). L’incidenza dei fallimenti è più elevata in Lombardia, dove si sono iscritte tra gennaio e giugno 2013 più di 1400 procedure di fallimento (1,8 imprese su 1000; +7,5% in un anno). In più della metà dei casi, si tratta di imprese nate tra il 2000 e il 2009 (2,5 imprese su 1000). Dopo la Lombardia, Lazio e Toscana fanno rilevare il dato più alto per nuovi fallimenti in rapporto al numero di imprese attive (in entrambe le regioni 1,5 imprese su 1000 hanno iniziato la procedura di fallimento nei primi sei mesi del 2013). Tra le regioni italiane, la percentuale delle imprese storiche che hanno cessato l’attività tra il 2008 e il 2012 sale in Calabria e supera la metà delle imprese storiche (53%, circa 250 imprese), così come in Puglia (47,6%, circa 300 imprese). In Lombardia 1 impresa storica su 3 ha cessato l’attività in questi anni di crisi (più di 4200 imprese). è quanto emerge da elaborazioni e stime dell’Ufficio Studi della Camera di commercio di Monza e Brianza su dati Registro Imprese”.