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La musica di Keith Jarrett torna a Roma: il suo ultimo live risuona all’Auditorium

La Fondazione Musica per Roma celebra il pianista americano con un’anteprima sonora negli spazi esterni del Parco della Musica. Il 6 novembre esce per ECM la registrazione del concerto del 2016. Il 5 novembre l’Auditorium celebra il musicista americano con l’anteprima del live registrato nel 2016. Colpito da due ictus, il grande pianista non può più esibirsi, ma la sua arte continua a emozionare.

La musica di Keith Jarrett torna a Roma: il suo ultimo live risuona all’Auditorium

Dieci anni dopo, Keith Jarrett torna a far sentire la propria voce musicale a Roma. Non sul palco, ma attraverso gli altoparlanti dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, che per un giorno trasforma i suoi spazi esterni in un grande omaggio al leggendario pianista americano.

Oggi, alla Cavea, le note di Jarrett accompagneranno i visitatori con un’anteprima molto particolare: quella di “Roma”, il nuovo album dal vivo pubblicato da ECM Records, in uscita domani. Non una registrazione qualsiasi, ma la testimonianza di una serata rimasta nella storia musicale della Capitale. Era il 12 luglio 2016 quando il pianista di Allentown si esibì nella Sala Santa Cecilia, regalando al pubblico una delle tappe della sua ultima tournée europea in solitaria.

Il concerto romano diventa un album dieci anni dopo

Il tempo è passato, ma quella musica ha conservato intatta la propria forza. La Fondazione Musica per Roma ha deciso così di riportarla nel luogo in cui nacque, affidandola alla filodiffusione negli spazi all’aperto della struttura progettata da Renzo Piano. Un’iniziativa che restituisce alla città una pagina del suo patrimonio musicale e permette di incontrare, anche casualmente, l’arte di un interprete che ha trasformato l’improvvisazione pianistica in una forma espressiva irripetibile.

“Roma” rappresenta il quinto e conclusivo capitolo discografico della tournée europea del 2016. Prima erano arrivate le registrazioni dei concerti di Budapest, Bordeaux, Monaco e Vienna. Ora anche la Capitale conquista il proprio posto in questa straordinaria geografia musicale.

Dieci capitoli di musica e due standard immortali

Il nuovo lavoro si sviluppa attraverso dieci sezioni originali, nelle quali Jarrett attraversa atmosfere differenti: momenti di delicata introspezione, improvvise tensioni ritmiche, raffinati intrecci melodici e passaggi di intensa libertà creativa. A completare il viaggio arrivano due classici del repertorio internazionale, Somewhere Over the Rainbow e It’s a Lonesome Old Town, riletti con quella sensibilità capace di rendere sorprendente anche una melodia conosciuta da generazioni.

Il pianoforte tace, ma la musica di Jarrett continua a vivere

L’omaggio dell’Auditorium assume quindi un valore che supera la semplice promozione discografica. È il riconoscimento di un incontro artistico rimasto impresso nella memoria di uno dei principali luoghi della musica romana. E c’è qualcosa di suggestivo nell’idea che quelle note, nate dieci anni fa davanti a un pubblico raccolto nel silenzio di una sala, possano oggi attraversare liberamente il grande complesso musicale. Come se quel concerto non fosse mai veramente finito. Un omaggio che supera la dimensione discografica e si trasforma in testimonianza di un patrimonio artistico prezioso. Perché Jarrett, artista dallo smisurato talento, oggi non può più salire sul palco, ma la sua musica continua a raggiungere il pubblico.

Roma aveva già consegnato la sua musica a una delle sequenze più emozionanti della storia del cinema italiano. È il 1993 quando Nanni Moretti, nel primo episodio di Caro diario, attraversa la Capitale in sella alla sua Vespa per raggiungere l’Idroscalo di Ostia, il luogo in cui venne assassinato Pier Paolo Pasolini. Ad accompagnare quel viaggio, silenzioso e struggente, sono proprio le note del celebre The Köln Concert di Jarrett. Cinque minuti nei quali musica e immagini si fondono in una straordinaria meditazione sulla memoria, sulla morte e sull’assenza.

Oggi quelle stesse mani non possono più correre sulla tastiera. Ma la musica continua a vivere, a raccontare, a commuovere. E forse è proprio questo il privilegio dei grandi artisti: riuscire a farsi ascoltare anche quando sono costretti al silenzio.

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