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La paura di carta. La città è sicura. Meno delitti ma più violenze sessuali

Calano i crimini nonostante la crisi. I dati dell’Eurispes smentiscono la percezione della criminalità descritta dai giornali. Nell’ultimo decennio gli omicidi sono stati “soltanto” 343, una statistica che colloca la capitale nella zona bassa della classifica delle città più pericolose del mondo. La violenza sulle donne, seppure in aumento, è comunque a livelli inferiori rispetto alle altre aree metropolitane. E tra le denunce per rapina si colloca al sesto posto anche dopo Milano e Torino

Delitti in calo, e territorio saldamente in mano alle forze dell’ordine. La fotografia scattata da una indagine dell’Eurispes parla di una città reale diversa da quella descritta dalla carta stampata. Benché i crimini siano aumentati con l’acutizzarsi della crisi economica, le statistiche descrivono una situazione meno preoccupante di quella di altre realtà, sia italiane che straniere.

rotativa

Secondo il rapporto “Roma sicura” realizzato da eurispes nella Capitale, tra il 2007 e il 2013, i delitti sono diminuiti del 10,5 per cento. In particolare, il complesso dei reati che nel 2007 ammontava a 225.775 casi, era sceso fino a raggiungere il picco negativo nel 2009 a 169.548 per poi risalire fino a quota 202.037 nel 201. Nel periodo 2007-2013 si sono dimezzate le denunce per associazione a delinquere e sequestri di persona, -37%, ricettazione, furto ed omicidi volontari. Nel quinquennio ad aumentare sono state invece le denunce per percosse, ingiurie e minacce, quasi raddoppiate.
Roma è una città poco o affatto pericolosa sia in assoluto che comparativamente ad altre realtà omologhe, in Italia e all’estero – si legge sul rapporto – la rappresentazione che la stampa offre della sicurezza di Roma appare squilibrata sul tema della criminalità, dove la descrizione dei fatti si accompagna non di rado a toni allarmistici o enfatici”. Nel confronto tra Roma e le altre capitali del mondo, relativamente al numero di omicidi commessi, spiccano i valori assoluti relativi ai contesti metropolitani di Mosca e Pretoria che, tra il 2000 e il 2005, superano rispettivamente i settemila e tremila omicidi, mentre New York, tra il 2000 e il 2009, tocca quota 5.700 morti. In questa graduatoria Roma occupa una posizione intermedia con 343 omicidi in dieci anni, un valore oltre venti volte più basso di quello moscovita e circa diciassette volte inferiore a New York, ma anche inferiore rispetto a città come Madrid e Bruxelles.
Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro è convinto: “Roma non ha nulla da invidiare alle grandi città italiane e alle metropoli europee e mondiali. È una città che noi consideriamo sicura”. In generale con la crisi i crimini siano effettivamente aumentati, ma il prefetto ha sottolineato come nella capitale “i reati di maggiore rilievo come gli omicidi e le rapine con vittime mi sembra che non ci siano. E certamente – ha concluso – nessuna parte del territorio è in mano alla criminalità”.