La rabbia serpeggia tra le auto bianche, vittime di promesse eluse, e di un abusivismo che sta prendendo sempre più piede in città. Le sigle maggiormente rappresentative delle categorie taxi e ncc hanno illustrato lo stato di degrado in cui versa il settore del trasporto pubblico non di linea e le forme di abusivismo e di concorrenza sleale che si verificano quotidianamente.

La denuncia delle categorie identifica come in città operino noleggi provenienti da ogni parte d’Italia che, in barba alle normative regionali e nazionali, operano stabilmente a Roma, sostando in suolo pubblico in attesa e non alla rimessa come previsto per legge, spesso senza i minimi requisiti previsti, come l’iscrizione al ruolo dei conducenti e la patente professionale, con autisti sottopagati e non in regola con gli adempimenti contributivi e previdenziali. Non solo, i noleggi operano con autorizzazioni non rilasciate in seguito a bando pubblico come è previsto per legge, o addirittura false.
Sotto la lente anche i servizi di trasporto disabili affidato a ditte private e Apecar che operano però senza la necessaria licenza o autorizzazione, così come prescritto dalla legge 21/92.
Ma il vero buco nero nei controlli dell’amministrazione riguarda l’infinità di servizi che effettuano la tratta tra Roma e l’aeroporto di Fiumicino, come le navette shuttle degli alberghi e quelli con i Bus, che anche in questo caso operano senza le necessarie autorizzazioni.
“Cinque anni fa ci fu assicurato che la nuova amministrazione avrebbe intrapreso un percorso basato sul rispetto della legalità e che questi fenomeni di abusivismo sarebbero stati combattuti e risolti – conclude Loreno Bittarelli, Presidente Radiotaxi 3570 – Invece, non solo non è stato risolto nulla, ma le vecchie e nuove forme di abusivismo si sono consolidate e moltiplicate. Il nostro auspicio è che la nuova amministrazione che verrà metta subito mano a questi gravi problemi, perché i tassisti e gli autonoleggiatori di Roma, che intendono continuare ad operare nel rispetto delle regole, non ce la fanno più ad andare avanti, schiacciati oltre che dalla crisi, anche dalla concorrenza sleale di chiunque ogni giorno si inventa qualcosa di nuovo per eludere le leggi, senza il minimo intervento da parte di nessuno”.
