Carminati, Gammuto, Panzironi, ma anche la Fondazione Nuova Italia: l’unica a parlare fino ad ora dei flussi di denaro in contanti tra gli appartenenti al sodalizio è stata Nadia Cerrito, la 49enne segretaria di Salvatore Buzzi, dipendente della Cooperativa 29 giugno che nell’interrogatorio davanti al gip Flavia Costantini ha ammesso l’esistenza del libricino segreto su cui venivano appuntate le cifre che Buzzi decideva di elargire. “Su questo libricino appuntavo i soldi in entrata e in uscita che mi dava Buzzi in alcune buste bianche. Mi faceva mettere delle sigle, la sigla B la mettevo quando i soldi me li dava Buzzi, io non sapevo da dove venivano, io mettevo la sigla che rispecchiava il nome di chi me li dava, MC era Carminati Massimo, la sigla E era Emilio Gammuto, la sigla N era il mio nome, erano cinquecento euro di aumento sullo stipendio fuori busta” ha spiegato.
Nella “lista della spesa” vari nomi legati all’inchiesta, come Panzironi: “So che Panzironi prendeva i soldi ma non so in che misura, se annuali, trimestrali, mensili”. Ma spunta anche la Fondazione Nuova Italia: “Mi sono occupata delle erogazioni alla fondazione, so che è un partito di destra, ma era il mio lavoro”. Nelle buste soldi per un valore di qualche migliaio di euro: “Nell’arco di un mese potevo preparare cinque-sei volte le buste, gli importi vanno dai 5mila euro, ma ci sono anche da mille euro; 20mila mi ricordo una sola volta di averlo annotato”.
La signora, difesa dall’avvocato Bruno Andreozzi, che nel frattempo ha ottenuto i domiciliari per poter accudire il padre malato, ha spiegato di essersi presa la responsabilità di custodire questo libro “perché lavoro in questa società da sedici anni, sono entrata nel 1998 e per me era una società seria, io ero in tesoreria per questo hanno pensato a me. Facevo gli stipendi delle varie cooperative, circa milleduecento persone. Io non so cosa facesse Buzzi con il denaro che veniva messo nelle buste, io facevo quello che mi veniva chiesto, io avevo un direttore amministrativo sopra di me che è Di Ninno. Ai miei occhi Buzzi ha fatto del bene a tante persone in difficoltà, lui mi ha chiesto di tenere il libricino e l’ho fatto”.
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