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La verà smart city è quella in equilibrio

Smart city è un termine che mi provoca l’orticaria, a meno che non gli si ridia un contenuto: le città oggi sono tutto fuorché intelligenti: perché si fa un equivoco tra Smart city e connettività. Se sei connesso con le app, gli smartphone e i tablet allora vuol dire che la città è intelligente. Non è vero per niente: l’unica città intelligente è quella in equilibrio con il territorio e Roma oggi non lo è per tanti versi, a cominciare da quello dell’equilibrio con il fiume Tevere e con i territori circostanti..
A Roma, come nelle città moderne, il problema di ritrovare una connettività umana oltre a quella telematica è il primo problema e c’è ancora parecchia strada da fare, forse però, la Capitale parte da una base migliore, perché di fatto in passato lo è stata una Smart city, ai tempi dell’Impero, poi è cresciuta troppo e non è più riuscita a sostenere l’espansione. C’è la speranza per la Capitale di rialzarsi e tornare ad essere una città intelligente? Sì, facendo perno su alcuni punti resilienti, ad esempio i parchi, come quello dell’Appia Antica, che sono così osmotici per la città.

Mario Tozzi, Commissario Parco Appia Antica