“Ci sono cose più urgenti delle unioni civili”. Così la maggioranza in Campidoglio tenta di smarcarsi dalle polemiche seguite allo slittamento della calendarizzazione di una delibera tanto attesa dalle associazioni che si battono per i diritti civili della coppie omosessuali.
Lunedì mattina la decisione nella capigruppo: avanti con l’anagrafe dei rifiuti, per una tematica che potrebbe mettere invece in imbarazzo gli equilibri della maggioranza ci sarà tempo per discutere ma non prima di giovedì. Vibranti le proteste di SeL che insieme ai 5 Stelle aveva sostenuto la pronta discussione della delibera.
Se da una parta il Pd invita ad evitare gli isterismi su una materia delicata anche dal punto di vista etico, dall’altra le associazioni si sentono tradite nella fiducia nel vento di cambiamento promesso da Ignazio Marino nella sua corsa al Campidoglio.
Un rinvio “inaccettabile” per il circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli: “un provvedimento atteso da anni, su cui sono state raccolte migliaia di firme di cittadini e che è parte integrante e caratterizzante del programma del sindaco Marino. All’indomani delle dichiarazioni del Vicariato giunge puntuale il passo indietro del Partito Democratico. Un triste spettacolo a cui abbiamo dovuto assistere già troppe volte, quello di un PD pronto a inginocchiarsi alle richieste d’Oltretevere e a voltare le spalle alla città”.
Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, lancia una fune al Sindaco: “Ignazio Marino, che da sempre, al cento per cento, è favorevole al matrimonio gay. Chiediamo un incontro ai capigruppo di maggioranza per dare al provvedimento un iter certo”.
“Evidentemente per il tema dei diritti non c’è mai tempo – l’Associazione Di’Gay Project prova a sostenere il suo presidente onorario, Imma Battaglia, prima firmataria della proposta di delibera – annunceremo manifestazioni di protesta, coinvolgendo tutte le associazioni lgbt. Non è più accettabile che sul tema delle unioni civili Roma resti confinata nel Medioevo dei diritti”.
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