Fu necessario chiudere per alcune ore il museo Centrale Montemartini nel quartiere Ostiense per consentire la visita esclusiva e riservata a Carlo. Lo racconta Ilaria Grillini, esperta di famiglie reali, nel suo ultimo libro Le donne di Carlo edito da Rai Libri. Era il 2002, quando il principe ereditario, proprio grazie alla sua passione per l’architettura, volle visitare a sorpresa la Centrale Montemartini. Il sindaco – che allora era Francesco Rutelli – si trovò inaspettatamente a fare da cicerone. Il museo dovette essere chiuso all’ultimo momento proprio per garantirgli una sicurezza adeguata. L’amore della famiglia reale britannica per il Bel Paese è confermato dai numerosi viaggi, ufficiali e non dei componenti della Corona in Italia. Assieme all’autrice cerchiamo ricostruire una royal map del re britannico in Italia partendo dalla Capitale.
INTERVISTA ESCLUISIVA

Nelle visite a in Italia vi sono aneddoti curiosi che riguardano Carlo prima di diventare re?
La passione di Re Carlo per il nostro Paese è cosa nota. L’attuale sovrano del Regno Unito è venuto una ventina di volte in Italia, sempre attratto da arte, cultura e, perché no, anche dalla nostra cucina. Elementi di cui noi siamo primi al mondo. Nel 1992 venne più volte. In una di queste visitò la cinquecentesca Villa Lante a Bagnaia dove l’allora principe ereditario decise di trascorre almeno una notte, creando non pochi problemi organizzativi, visto che la villa non era adatta ad accogliere invitati, poiché disadorna. In fretta e furia venne sistemata in modo da farvi dormire il principe Carlo. Fortunatamente la temperatura esterna era mite e non fu necessario provvedere ad un riscaldamento con stufe, visto che la villa è priva di termosifoni.

Visite in cui non sono mancati anche fuori programma
Il Principe tenne un breve discorso davanti agli studenti della sessione estiva della Scuola di Architettura, da lui fondata ad Oxford, in cui disse di rendersi conto che era più facile distruggere che costruire, ma che questo deve essere l’impegno dei futuri architetti. In quella occasione – era il 1991 – ci fu un fuoriprogramma: la visita notturna ai monumenti di Viterbo accompagnato dal sindaco di allora, Giuseppe Fiorini.

I viaggi in Italia di Elisabetta II sono stati meno rispetto a Carlo?
La regina Elisabetta è stata cinque volte e mezzo in Italia. Ne parlo in un altro mio mio libro Elisabetta, la Regina “italiana“. La “mezza” fu quando il 28 maggio del 1992 alle 14.25 atterrò a Palermo perché doveva raggiungere il porto dove era ormeggiato il Britannia e partire alla volta di Malta. Ma la strada che collegava l’aeroporto alla città non esisteva più: cinque giorni prima ci fu il terribile attentato al magistrato Giovanni Falcone. Elisabetta non poté modificare il suo viaggio e per lei fu costruito un ponte di legno così da farla passare. Lei volle comunque fermarsi sulla voragine rimasta e deporre una corona di fiori. “Incredibile, incredibile” furono le sue parole. Quando io scrissi questo libro nessuno sapeva questa vicenda, neanche i siciliani.

Nelle visite ufficiali dei reali britannici c’è stato qualche divertente incidente di percorso?
Durante la visita di Elisabetta II in Italia nel 2000 va ricordato un aneddoto molto divertente che mi raccontò l’allora presidente del consiglio Giuliano Amato. Pranzo a Villa Wolkonsky, sede dell’ambasciatore inglese in Italia. Al posto del tavolone, vennero apparecchiati tanti tavolini più ristretti dove far accomodare gli inviati. Amato era, ovviamente, seduto accanto alla Sovrana, in una sorta di tête à tête. Il Presidente raccontò: “Ad un certo punto arrivò la cameriera che ci serviva; era stata avvertita che la Regina non mangiava il pane. Quando lo servì al tavolo, lo offre esclusivamente a me. Non le so descrivere il volto di Sua Maestà e l’occhiata lanciata alla povera cameriera. Si usa il verbo incenerire in casi del genere. La ragazza, umiliatissima, andò via per tornare dopo pochi minuti e con un sorriso le offrì il pane, che però la Sovrana, sempre con un cenno degli occhi, rifiutò. In sostanza: la Regina non mangia il pane, ma tu non puoi permetterti di non offrirglielo. Deve essere lei a rifiutarlo.”
E’ vero che nacque un rapporto particolare tra la regina ed un nostro Presidente del Consiglio?
La regina Elisabetta ha da sempre avuto un rapporto speciale con Giulio Andreotti. Ad unirli non fu solo la loro longevità che li fece incontrare svariate volte, ma anche – e soprattutto – la passione per i cavalli. Elisabetta amava molto andare a cavallo ed assistere alle corse dove aveva anche sei suoi cavalli in gara. Andreotti andava con immenso piacere alle corse, anche se non aveva mai posseduto un cavallo. Giulio Andreotti ha lasciato un ricchissimo archivio custoditio all’interno dello storico Palazzo Baldassini a Roma dove sono conservati e numerosi documenti che lo legano alla regina Elisabetta. In occasione del Consiglio Europeo che si era tenuto a Londra, Andreotti ha annotò nel suo taccuino: “Oggi pranzo di nuovo con la Regina. Tre volte in un mese, siamo quasi dei pensionati!”
Roma, Firenze, la Sicilia. Quali sono i luoghi italiani più amati dal re?
Le regioni più amate da re Carlo sono state da sempre la Toscana e la Sicilia. Quest’ultima, la visitò anche negli anni ’90 andando a dormire nella villa del Barone Giovanni Gagliardo di Carpinello. Una sera fu ospite anche dei Conti Tasca d’Almerita che in suo onore fecero preparare un soufflé al formaggio che ancora oggi porta il suo nome. In quel viaggio il principe arrivò accompagnato dal suo maestro di acquarello; quando ripartirono si portarono via tutti i disegni realizzati nelle campagne siciliane. Tutt’oggi il re si diverte con la pittura e vende i suoi quadri devolvendo il ricavato in beneficenza.
Anche riguardo a Diana vi è un aneddoto importante da menzionare durante il viaggio a Roma con Carlo?
Carlo e Diana nel 1985 vennero in visita in Italia. Un viaggio molto lungo che durò due settimane e che venne ribattezzato “Royal Tour”. Ebbe inizio ad Olbia dove Carlo e Diana vennero accolti dall’allora Presidente del Senato Francesco Cossiga. Andarono a colazione a Porto Rotondo da Spaghetti dove Diana parlò fitto, fitto con Cossiga – che conosceva benissimo la lingua di Shakespeare – ma mangiò pochissimo: due forchettate di spaghetti e un cappuccino. In questa occasione nessuno sapeva della crisi della coppia e neanche dei problemi di alimentazione della principessa, ma tutti notarono la curiosità di lui nel visitare monumenti e palazzi, mentre la moglie appariva sempre annoiata. Non amava neppure mangiare. Cossiga ricordò un dettaglio curioso in occasione: Diana si toglieva le scarpe sotto al tavolo.

Quando vengono in Italia cosa si prepara per il pranzo dei sovrani inglesi?
Tutte le visite ufficiali di un reale sono organizzate con largo anticipo. Un mese prima solitamente viene una delegazione inglese per prendere accordi e fare sopralluoghi. Anche il cibo è un elemento molto importante ma non viene mai detto ciò che piace, ma ciò che non piace al regale ospite. La regina Elisabetta non amava aglio e cipolla. Re Carlo è contrario al foie gras, così come il principe Alberto di Monaco a cui non piacciono neppure ananas e salmone.
Quale menu venne preparato per il pranzo di Carlo e Camilla al Quirinale?
Il menu per la serata al Quirinale (n.d.r. 9 aprile 2025) fu a base di ingredienti italiani, semplici e freschi. Una particolarità è stata la spigola in crosta, perché per problemi legati alla cottura, non viene mai preparata per così tante persone, Tutto andò, comunque, per il meglio. Italiano anche il brindisi: un Ferrari Riserva Lunelli 2016. La famiglia Lunelli, presente quella sera, omaggiò re Carlo con la bottiglia di Giulio Ferrari Collezione 2004, numero 2023, in onore dell’anno della sua incoronazione. Il pranzo ufficiale si è svolto nel Salone delle Feste del Quirinale. Nel discorso che precedette il pranzo, il Presidente Sergio Mattarella concluse ricordando che quel giorno era il ventesimo anniversario di nozze dei reali: “Desidero aggiungere anche i miei voti per l’anniversario delle nozze delle Loro Maestà: siamo lietissimi che venga trascorso a Roma”.
Anche in Italia non si può fare a meno del tea time?
In occasione del ventesimo anniversario del loro matrimonio, Carlo e Camilla vennero in visita ufficiale, la prima di lui da re, in Italia. Come da tradizione, venne organizzato un tea preparato da Babingtons nei giardini della residenza dell’ambasciatore britannico in Italia Edward Llewellyn: tè nero nelle due fragranze preferite dalla coppia reale e biscotti con i volti di Carlo e Camilla e con le bandiere dei due paesi. In quella circostanza loro incontrarono vari imprenditori italiani e tutti notarono il feeling della coppia. Bastava uno sguardo per capirsi al volo. Va ricordato che anche Camilla ama molto l’Italia e che la sua bisnonna Alice Keppel, amante di re Edoardo VII, comprò una villa alle porte di Firenze, Villa dell’Ombrellino.

Storico la visita in Vaticano: cosa avvenne durante l’incontro con Leone XIV?
Nell’ottobre dello scorso anno re Carlo – accompagnato dalla moglie Camilla – si recò in visita ufficiale in Vaticano. Fu un’occasione unica perché ci fu un momento di preghiera ecumenica con il Santo Padre nella Cappella Sistina, fra lo splendore del Giudizio universale di Michelangelo da lui già ammirata nel 1985 con una giovanissima Principessa Diana. Un evento che non avveniva da oltre 500 anni, una svolta storica dopo lo scisma voluto da Enrico VIII.

