“Una montatura, una scusa per licenziare un sindacalista che si è opposto fieramente a una governance fallimentare, che ha portato al licenziamento di 182 elementi del Teatro dell’opera”. Così Pasquale Carlo Faillaci, corista del Teatro dell’Opera di Roma e Rsa della Slc-Cgil, commenta il suo licenziamento, motivato, a quanto si apprende da fonti sindacali, “da una presunta truffa al Teatro per aver timbrato il badge al posto della moglie, nella replica del 1° agosto del ‘Barbiere di Siviglia’”.
Per Faillaci “questo è un teorema falso, mia moglie non doveva essere lì, non era neanche convocata in servizio. Io ero in servizio, c’era il ‘Barbiere di Siviglia’, e ho timbrato regolarmente il mio badge”. La risposta del sindacalista “è un’azione legale: impugnerò il provvedimento”.
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Un corista del Teatro dell’Opera avrebbe timbrato il badge al posto della moglie. “Una montatura – accusa lui – solo per essermi opposto a una governance fallimentare”
