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Liscia o gassata, Marino non ha dubbi. Acea in brocca

Una scelta nel solco dell’austerity, per il risparmio economico e il risparmio in termini di sostenibilità ambientale. Ma anche una scelta di immagine, che porta l’etichetta della sobrietà. E infine, una scelta che abbraccia la romanità. La nuova Giunta comunale ha deciso di abolire l’uso dell’acqua in bottiglia nelle riunioni e nei vari incontri. Al posto delle tradizionali bottigliette, già nei giorni scorsi sono comparse sul tavolo della sala delle Bandiere e in Assemblea capitolina delle caraffe di acqua fresca direttamente riempite dai rubinetti del Campidoglio. Acqua di Roma pura, come quella che disseta i turisti nelle varie fontanelle della Capitale.
A quanto si apprende, la decisione del sindaco Ignazio Marino e degli assessori capitolini è stata assunta con l’obiettivo di ridurre i costi dell’esecutivo e dare un esempio politico di rispetto dell’ambiente attraverso l’eliminazione delle bottigliette di plastica. L’acqua in caraffa sarà utilizzata per tutti gli incontri, salvo eventuali richieste dei convenuti, qualora avessero una preferenza per l’acqua frizzante.