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Lo sciopero c’è il traffico no. Metro A ferma, la città “resiste”. Il Codancons in Procura

All’ennesima agitazione sindacale, i romani rispondono con un’organizzazione perfetta “spostare a domani tutto quello che deve essere fatto oggi”. Tecnicamente si chiama differimento. Chiusa la metro A dalle 8,30 alle 15,10, regolari Roma-Lido, Roma-Viterbo e Termini-Giardinetti a singhiozzo. Per bus e tram l’incognita delle corse cancellate”

Stavolta non è venerdì bensì lunedì, quindi ponte lungo per gli autoferrotranvieri che hanno proclamato l’ennesima agitazione sindacale. Ma ormai i romani sono “avvezzi”: se a guastare la festa non ci si mette la pioggia, ecco che con lo sciopero dei trasporti il traffico scorre via liscio. Il segreto della tecnica urbana di sopravvivenza “al mezzo pubblico che non c’è per sciopero o al guasto”, si chiama “differimento”. E ormai i romani sono maestri, basta spostare a domani tutto quello che devi fare oggi.
Ecco perché se la metro A ha chiuso le porte con una regolarità inaudita alle 8,30, seconda fascia di sciopero, la città ne ha risentito ma non più di tanto. Tra negozi chiusi al mattino, “differimento” e motorini, il danno è stato limitato. La riapertura alle 15,10.

Non per il Codacons. “Dopo il terzo sciopero in sole tre settimane indetto nel settore dei trasporti pubblici a Roma, il Codacons dice basta e annuncia la presentazione di un esposto in Procura a tutela degli utenti”.
“I cittadini romani sono letteralmente esasperati dai continui scioperi che si susseguono nei trasporti pubblici – afferma il Presidente Carlo Rienzi – Il danno arrecato alla capitale e alla cittadinanza è enorme, perché le astensioni dal lavoro si sono fatte sempre più frequenti e con esse sono aumentati i disagi per gli utenti. Al punto che gli effetti disastrosi di tale proteste sulla città (caos, traffico, ritardi, ecc.) cancellano completamente le giuste recriminazioni dei lavoratori”.
Il Codacons annuncia quindi la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica di Roma – si legge nel comunicato – in cui si chiede di aprire una indagine per valutare se l’eccesiva frequenza degli scioperi nel settore dei trasporti pubblici possa configurare eventuali reati, quali interruzione di pubblico servizio e violenza privata a danno degli utenti. Non solo. Per l’associazione potrebbero addirittura profilarsi fattispecie penalmente rilevanti sul piano patrimoniale, considerato che i titolari di abbonamenti mensili o annuali per bus, tram e metro, pur avendo regolarmente acquistato un servizio continuativo, vengono privati della possibilità di usufruire dei mezzi pubblici in tutti quei giorni in cui si verificano proteste dei lavoratori”.

sciopero


Questo comunque il primo bollettino elaborato dall’Agenzia per la Mobilità: “Metro A: chiusa, metro B: regolare, ferrovia Roma-Viterbo: regolare,
Roma-Lido: attiva con riduzione di corse. Ferrovia Termini-Giardinetti: attiva con riduzione di corse. Tram e bus, possibili cancellazioni di corse e di linee sull’intera rete”.
E ora un po’ di sana pubblicità ai sindacati: lo sciopero è nazionale di 24 ore, proclamato da Fast Confsal, per i dipendenti dell’Atac e del Consorzio Roma Tpl Scarl che gestisce tutte le linee periferiche della Capitale. Allo sciopero proclamato da Fast Confsalt se ne aggiunge un secondo, sempre di 24 ore, proclamato da Filt-Cigl, Fit-Cisl e UilTrasporti per i dipendenti della Trotta Bus Services del Consorzio Roma Tpl che riguarda le linee 077,218,702,720,721,764,767 e 768.
Dalle 17 alle 20 il servizio dovrebbe riprendere regolarmente come stabilito dalle fasce di garanzia della legge sulla regolamentazione degli scioperi.