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“Lo smartphone è come una droga”. Ipnotizzati per 82 minuti al giorno

Chi lo usa per esser sempre “in ufficio” e chi ha sostituito anche l’orologio. I romani sono al quarto posto in Italia nella classifica per la dipendenza da iPhone. Ma se anche l’aperitivo con gli amici diventa una chat su Whatsapp…

“Toglietemi tutto ma non il mio iPhone”. I drogati di cellulare dichiarano di utilizzarlo per lavoro soprattutto per scaricare la posta dell’ufficio ed essere sempre multitasking, ma non solo: social e messaggi seguono a stretto giro nella classifica degli usi degli smartphone dallo studio divulgato da Klaus Davi & Co e condotto dalla catena di hotel Boscolo Hotels, in collaborazione con l’Associazione “Donne e Qualità della vita”.

Su un panel di 2000 utenti, uomini e donne, di età compresa tra i 15 e i 60 anni ed interrogati in tutta italia sulla “febbre da cellulare” è emerso come la maggior parte degli utenti i-Phone addicted è rappresentato da imprenditori stakanovisti (52%). Ma c’è chi usa il telefonino al posto dell’orologio e per orientarsi in città. Se ovviamente messaggi sui social e Whatsapp la fanno da padroni, i romani si confermano tra i più “smanettoni” quando si tratta di scaricare applicazioni e giochi. Crescono anche il mobile shopping (26%) e le operazioni di banking (24%).

Basta fare un giro sui mezzi pubblici per accorgersi della “droga hitech”: gli intervistati dichiarano di usare lo smartphone prevalentemente sui mezzi, il 75% durante le file o le attese, e non se ne discattacca neppure in vacanza, ne a casa come in ufficio. E se più della metà dei romani usa il telefonino anche durante gli aperitivi con gli amici c’è da chiedersi se non sia il caso di prendersi una vacanza dallo schermo ipnotico.