Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Mediatech » Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana

Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana

Ovazione in Sala Grande per il film di Andrea Pallaoro, nato dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci. Oggi il Leone d’oro alla carriera a Ellen Burstyn, Jasmine Trinca in Concorso e Robert Pattinson sul red carpet

Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana

Otto minuti di applausi, a luci accese, con Alicia Vikander e Susan Sarandon strette in un abbraccio lungo. Così la Sala Grande ha salutato la prima mondiale di The Echo Chamber di Andrea Pallaoro, in Concorso per il Leone d’Oro.

Il film nasce dall’ultima sceneggiatura alla quale Bernardo Bertolucci stava lavorando prima della morte, nel 2018, poi ripresa e sviluppata con Ilaria Bernardini e Ludovica Rampoldi. Luca Marinelli interpreta un produttore musicale di talento con un passato di dipendenza, Alicia Vikander una fisioterapista che lo soccorre, Susan Sarandon una cantante di lungo corso che lo assume per lavorare al proprio album del ritorno. Coproduzione italo-belga di 123 minuti, il film arriva nelle sale il 10 settembre con 01 Distribution.

Abbiamo seguito la conferenza stampa, il pomeriggio prima della proiezione, con il regista, le sceneggiatrici e i tre interpreti. Vikander ha raccontato di essersi trovata a cantare per la prima volta: “Non canto, mi sono sentita incredibilmente vulnerabile”, ha ammesso, riconoscendo però la vicinanza del cast e di Pallaoro. Marinelli ha descritto lo stupore di lavorare accanto alle due colleghe, citando Eduardo De Filippo per dire di aver perso una battuta pur di stare a guardarle.

LEGGI ANCHE: Il Premio Bresson a Pedro Costa: il cinema che dà voce alle persone invisibili

Sarandon, dal canto suo, ha ringraziato il regista per averla voluta nel cast nonostante alcune pressioni contrarie: “Ringrazio Andrea per questo, perché non ascolta gli avvertimenti”, ha detto l’attrice, che ha raccontato di aver perso altri progetti a causa delle sue posizioni pubbliche sulla Palestina. Poi il red carpet, con il cast arrivato in mototaxi insieme al regista, sotto il sole del tardo pomeriggio.

Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana
Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana
Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana
Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana
Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana
Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana
Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana
Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana
Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana
Venezia 83, otto minuti di applausi per The Echo Chamber. E il Lido entra nella seconda settimana

La seconda settimana

Oggi la Mostra entra nel vivo. Il Leone d’oro alla carriera va a Ellen Burstyn, e dopo la consegna viene proiettato Flesh Impact, il cortometraggio diretto da Maggie Gyllenhaal, presidente della giuria, con la stessa Burstyn, Dakota Johnson e Peter Sarsgaard: un omaggio a Marilyn Monroe nel centenario della nascita.

In Concorso arriva L’estranea di Paolo Strippoli, con Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi, e Un bon petit soldat di Stéphane Brizé. Sul red carpet Robert Pattinson per Primetime di Lance Oppenheim. In programma anche la premiazione dei Forbes Next Stars 2026, dedicata ai nuovi talenti della recitazione.

Il muro delle stroncature

Ma al Lido esiste anche una critica che non passa dalle sale stampa. Vicino al Palazzo del Casinò è tornato “Ridateci i soldi”, il cartellone ideato da Gianni Ippoliti e sostenuto dal Codacons, presente alla Mostra dal 1997: un muro libero dove gli spettatori affiggono commenti, proteste e stroncature su film, attori, registi e sull’organizzazione del festival. Ogni anno il commento più riuscito si aggiudica la Coppa Codacons.

È lo spazio di espressione più democratico della Mostra, e anche il più spietato: mentre in Sala Grande si applaude per otto minuti, a poche decine di metri qualcuno sta già scrivendo a pennarello che cosa ne pensa davvero.