Come in Parlamento, l’apriscatole simbolo del Movimento 5 Stelle è arrivato anche in Consiglio regionale per ribadire la volontà di cambiamento che i neoeletti consiglieri vogliono imprimere in Regione rendendo tutto trasparente. Neppure il tempo di concludere la prima seduta con la spartizione dell’ufficio di presidenza tra centrosinistra e centrodestra per vedere divampare lo scontro.

Alla Pisana i sette consiglieri regionali dei Cinquestelle sono arrivati con i mezzi pubblici. La linea è quella stabilita dal movimento a livello nazionale: nessun appoggio ad altri candidati, e forti del risultato popolare, volontà di essere rappresentati nei posti dove si prendono le decisioni. I “portavoce” del movimento, che si sono collocati nella parte alta e centrale dell’emiciclo, non hanno fatto sconti al governatore e al termine della prima giornata della nuova legislatura è già tempo di polemica.
“Nei prossimi giorni faremo ricorso al Tar perché all’interno dell’ufficio di presidenza la presenza femminile non è equilibrata come recita l’articolo 20 dello Statuto“. Lo ha detto il capogruppo regionale del M5S, Davide Barillari, al termine della prima seduta del Consiglio regionale che lunedì mattina ha inaugurato la decima legislatura. “Tra i banchi del consiglio già giravano i nomi, si sapevano già – ha concluso il neo eletto consigliere del Movimento 5 Stelle – nell’ufficio di presidenza non c’è rappresentanza per il Movimento 5 Stelle. Non siamo assolutamente rappresentati da questo consiglio, ci hanno escluso opposizione e maggioranza. É la vecchia politica che ritorna. Sulla spartizione di poltrone non vogliamo avere nulla a che fare”. “Su sei posizioni, cinque sono uomini – ha spiegato Davide Barillari una volta uscito dalla Pisana – C’è una sola donna e quindi nessun equilibrio. Le parole di trasparenza, di equilibrio e di difesa dei diritti sono già state smentite dai fatti”.
”Incominciamo veramente male – ha commentato le neoeletta Silvana De Nicolò del Movimento 5 Stelle – non è stato garantito né l’equilibrio di genere né la presenza dei gruppi consiliari come il nostro. Ne trarremo le dovute conseguenze. Non ci basta poter partecipare all’ufficio di presidenza come ha annunciato Leodori. Non avremo diritto di voto, è un altro paio di maniche”.
