di Luigia Luciani
Primo lunedì post campionato: di rigore il commento, l’autocritica o l’autoesaltazione. Dipende tutto dalla classifica. Poi da domani una visione più equilibrata dei fatti, consentirà di rianalizzare le partite giocate col doveroso distacco: la Lazio non può essere quella vista a San Siro, per scelte tecniche e atteggiamento tattico; la Roma per dirla alla Garcia navigherà spesso in acque pericolose, quindi dovrà essere abituata alla sofferenza. Anche quando, come sabato sera contro la Fiorentina, porta a casa divertimento e tre punti.
A Milano hanno vinto l’astuzia e il gioco all’italiana di Pippo Inzaghi. Risultato? Tre gol in un’ora (Honda, Muntari e Menez), per un secco 3-1 ( autogol di Alex nell’ultima mezz’ora della gara) che non dice nel tabellino, quanto la Lazio di Pioli abbia provato a fare la partita. Troppo sbilanciati i biancocelesti, poco produttivi nelle situazioni da rete. Poi le sostituzioni durante resa che hanno cambiato l’attacco: fuori partita Keita, richiamato lo spento Klose, dentro Mauri e Felipe Anderson che insieme a Djordjevic, hanno rianimato e riequilibrato un assetto che consentiva al Milan di infilare la Lazio, come un coltello nel burro sciolto. E insomma al termine dei 90 minuti, dopo quasi anni 25 anni, neanche ieri Lazio è riuscita, in campionato, ad infrangere la maledizione di San Siro.
Ma che i tifosi stiano tranquilli perché Pioli nel post partita dice: “Gli errori sono evidenti, sarà facile lavorarci sopra. Ci sono aspetti positivi, ma anche tante situazioni che vanno sviluppate meglio. Mi è piaciuta la personalità della squadra, ha provato a fare la partita. Stavamo conducendo il gioco e dovevamo controllare meglio le loro ripartenze. Quando cresceremo sarà dura per tutti. A San Siro abbiamo giocato a testa alta”. Non resta che aspettare dunque, poi magari si potrebbe anche riflettere su quanto sia produttivo “giocare a testa alta” e prendere 3 gol alla prima giornata di campionato, piuttosto che decidere di affrontare l’avversario con meno spregiudicatezza e portare a casa punti che fanno bene a morale e classifica.
I tre punti invece la Roma, quella condannata alla vittoria finale, li ha centrati. Battendo una brutta Fiorentina, priva anche di due pezzi pregiati a centrocampo e in attacco. Nainggolan prima e Gervinho a ridosso del triplice fischio, hanno consentito al pubblico dell’Olimpico di festeggiare la prima vittoria in campionato.
Ma da oggi la testa di Garcia è tutta rivolta alla preparazione da pianificare da qui fino alle fine di settembre, perché, quando dopo la sosta “nazionale”, il campionato ripartirà, i giallorossi saranno chiamati a scendere in campo ben 6 volte: Empoli Roma, Roma CSKA Mosca, Roma Cagliari, Parma Roma, Roma Verona e Manchester City Roma. Un tour de force vero e proprio. Una partita da giocare ogni 2,83 giorni.
Ma questo non è soltanto il primo lunedì all’insegna del bar dello sport edizione 2014-15, è anche l’ultimo della lunga finestra estiva di calciomercato. A mezzanotte chi avrà potuto giocarsi il proprio asso nella manica sarà soddisfatto, chi avrà tentato il grande colpo senza riuscirci dovrà aspettare il mercato di riparazione.
La Roma con James Pallotta, già sabato sera aveva annunciato altri due colpi: Rabiot e Rolando i nomi “nuovi” da aggiungere rispettivamente a centrocampo e difesa. La Lazio invece, se manterrà da qui a stasera la promessa di non fare cessioni eccellenti, domani saprà, ufficialmente, se potrà contare sul sostegno dei proprio pubblico all’Olimpico. Che la carrozza di Cenerentola, non torni a trasformarsi in zucca!



