Inviati, filmaker e reporter che, da tutto il mondo, racconteranno la diversità insita del genere umano attraverso la forma del documentario breve. Questo il format del nuovo programma condotto da Piero Marrazzo, “Razza Umana”, che partirà mercoledì alle 23 e 30 su Rai Due, presentato nella sede Rai di viale Mazzini alla presenza dell’ex presidente della regione Lazio, del direttore di Rai Due, Angelo Teodoli e del capo struttura Stefano Rizzelli.
La mission del nuovo programma di Rai Due, come ha spiegato Piero Marrazzo, dopo aver sottolineato che questo per lui è “il programma giusto per tornare a fare il conduttore”, è quella di “trovare il modo per raccontare la realtà”.
Il nome del programma deriva dalla risposta che Albert Einstein diede ad uno degli ispettori di Ellis Island a New York che lo interrogava circa la sua razza: a quella domanda il fisico e filosofo tedesco rispose infatti “appartengo all’unica razza che conosco, quella umana”. Il concetto di razza umana racchiude in sé, tuttavia, una serie di significati e differenze alle quali il nuovo programma di Rai Due cercherà di dare risposta.

“Lo strumento che utilizzeremo – spiega Marrazzo – sarà quello di una domanda iniziale, per ogni puntata, che collegherà quattro documentari diversi. Nella prima puntata questa domanda sarà: ‘Ma il mondo è davvero impazzito?’. Il concetto attraverso cui risponderemo a questa domanda – ha aggiunto l’ex presidente della Regione Lazio – sarà quello del corpo. Il corpo come modo per essere accettati sarà il tema di un documentario che viene dal Brasile in cui le giovani brasiliane fanno il loro ingresso in società a diciotto anni con una festa. Il corpo che cambia per farsi accettare sarà protagonista di un filmato che racconta delle giovani cinesi che arrivano persino ad allungare la propria altezza. Il corpo che, come avviene in Francia, diviene una bambola per simulare l’aspetto di un bambino e infine il corpo quando si deve rinunciare a parte di esso come capitato ad un alpinista americano che, per sopravvivere, ha dovuto amputarsi l’avambraccio”. “Oltre a questa parte di trasmissione dedicata al mondo – continua Marrazzo – ci sarà uno spazio Italia in cui degli ospiti presenti in studio, nella prima puntata saranno Syusy Blady, Giampiero Galeazzi e Franco Arminio, risponderanno alla mia domanda, la stessa fatta ad Einstein, di che razza sei? A questa domanda gli ospiti risponderanno dicendoci cosa intendono relativamente a questo concetto”.
Per il momento il programma prevede otto puntate, i documentari brevi avranno formati che vanno dai 10 ai 15 minuti e “il compito più importante – come ha spiegato Teodoli – sarà quello di allargare gli orizzonti e lo spettro dei temi”. Marrazzo, interrogato sul suo ritorno in tv dopo l’esperienza politica e dopo la vicenda che ha portato alle sue dimissioni da governatore del Lazio, ha evidenziato che nella sua ritrovata veste di giornalista “non interessa la vita personale ma ciò che si racconta. Mi metterò – ha aggiunto – al servizio del racconto e non sarò un opinionista”.
“Torno a fare il giornalista come ho sempre fatto e il giornalista è uno che si mette dietro ai fatti. La diversità è nell’essere delle cose. Quando Einstein dice razza umana non dice che siamo tutti uguali, dice che siamo diversi ma tutti uomini quindi essersi umani da rispettare e con dei valori universali condivisi. Ho imparato nella vita che la tolleranza è importante. La tolleranza è capirsi e capirsi nell’essere mai uguali tra di noi, grazie a Dio”.
