Botta e risposta in commissione parlamentare Antimafia tra il sindaco di Roma, Ignazio Marino, sentito in audizione sull’inchiesta su Mafia Capitale, e la presidente Rosy Bindi che lo ha incalzato sul ruolo di Salvatore Buzzi e sui mancati controlli sulla gestione dei campi rom. Al termine di un intervento del primo cittadino che ha rivendicato l’estraneita’ della sua amministrazione, Bindi gli ha chiesto: “Lei quindi esclude che Buzzi abbia finanziato la sua campagna elettorale?”. “Assolutamente no, ma lei non me l’ha chiesto e io non lo ho escluso – ha replicato Marino – e anzi lo affermo: Buzzi, come altre persone, ha finanziato la campagna elettorale con le cooperative e quei soldi sono soldi regolarmente denunciati alla Corte dei Conti”.
Ma prima la Bindi era andata giù presante: “Forse la mafia si è insediata e ha fatto il salto di qualità con Alemanno ma è innegabile che ha avuto rapporti politici anche con la sua giunta”. La replica di Marino: “Il dato di fatto è che nessuno della mia amministrazione è indagato per associazione mafiosa”, ha replicato Marino, ricordando che “l’assessore Ozzimo e il presidente dell’Assemblea capitolina, che si sono dimessi, sono indagati per corruzione”. Ma “chi è indagato per corruzione in un’inchiesta per mafia è comunque un interlocutore e forse il terminale o l’arma impropria che viene utilizzata”, ha ribattuto Bindi che poi ha incalzato: “Sul controllo che spettava all’amministrazione sul funzionamento dei campi di immigrazione ci sa dire qualcosa?”, ha continuato la presidente dell’Antimafia, e il sindaco ha ribattuto che “La questione di rom, sinti e camminanti non riguarda solo la nostra Capitale e non è di facile soluzione, anche se noi l’abbiamo affrontata sin dall’inizio cercando di riportare quelle strutture all’interno della legalita’ con l’obiettivo di superare definitivamente i campi nomadi”. Risposta che non ha soddisfatto la Bindi, che quindi ha precisato: “il guadagno che veniva fuori dalle cooperative e che poi finiva in tangenti era denaro pubblico in gran parte sotto il controllo dell’amministrazione comunale, e quindi la domanda è semplice: chi doveva controllare e non se n’è accorto è già stato chiamato per nome e cognome? E perché questo settore è sfuggito in maniera cosi’ macroscopica?”. E Marino: “Posso solo spiegare con le mie parole quello che ho fatto e qual è la mia visione: noi abbiamo cercato di imporre all’interno dei campi la legalita’ con gli strumenti di cui disponevamo”. Dopo questa replica la presidente ha ceduto la parola agli altri membri della commissione, non prima di aver fatto notare a Marino che “lei alla domanda ‘perché non avete controllato le cooperative di Buzzi’ non mi ha risposto”.

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Audizione tesa del sindaco alla Commissione Antimafia. La presidente: “Forse la mafia si è insediata e ha fatto il salto di qualità con Alemanno ma è innegabile che ha avuto rapporti politici anche con la sua giunta”
