Camici bianchi ancora sotto i riflettori della cronaca. Ad appena un paio di giorni dall’ultimo caso di malasanità che aveva riguardato una 53enne morta al policlinico di Tor Vergata, un nuovo caso denunciato dall’associazione dei consumatori.

La storia inizia a metà marzo quando una ragazza di 26 anni si reca dal medico di famiglia accusando forti dolori addominali. Le viene prescritto un semplice antibiotico per curare una presunta influenza, ma dolori però non passano, anzi, aumentano. Così, lo scorso venerdì, i genitori della ragazza decidono di chiamare l’ambulanza. Il personale medico conferma che la situazione non è preoccupante, anzi, ammonisce che “l’ambulanza va chiamata per cose più serie”.
La giovane quindi rimane a casa, con dolori lancinanti. Domenica però il padre, stanco di vedere la situazione peggiorare, la porta al Pronto Soccorso dell’ospedale di Latina. Dopo quattro ore di attesa su una barella con codice verde, viene sottoposta ad un’ecografia che mostra la reale situazione: si tratta di una grave peritonite, probabile conseguenza di un’appendicite trascurata.
Il personale medico definisce la situazione “molto grave” e sottopone immediatamente la ragazza ad un delicato intervento chirurgico. Dopo l’operazione viene ricoverata nel reparto di Rianimazione, ma lunedì si verifica una complicazione improvvisa e la ventiseienne muore all’alba di martedì per setticemia.
“Sembrerebbe proprio l’ennesimo caso di malasanità che colpisce la nostra Regione – commenta Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale del Codici – I fatti hanno quasi dell’incredibile, se pensiamo che una giovane ragazza è morta per una semplice appendicite, che poi si è complicata. Quali sono le responsabilità del personale medico di quanto accaduto? Se la diagnosi era errata, si tratta di un errore umano o di un eccesso di superficialità nel valutare le condizioni cliniche della paziente? Per rispondere a queste domande il Codici annuncia un Esposto alla Procura della Repubblica per verificare eventuali responsabilità e far luce sul reale svolgimento dei fatti”.
