Il presentatore Marco Columbro torna a raccontare il suo avvistamento di misteriose sfere luminose negli Stati Uniti. E nel pantheon televisivo dei “visionari” italiani c’è un altro nome che non può mancare: Red Ronnie.
Duecento testimoni ma nessuna prova
C’è chi, negli Stati Uniti, torna a casa con la foto della Statua della Libertà. Marco Columbro, invece, racconta di essere rientrato con un ricordo decisamente più esclusivo: un presunto saluto extraterrestre. Ospite del podcast di Alessandro Cattelan, il conduttore ha ripescato uno degli episodi che da anni alimentano la sua fama di esploratore dell’ignoto. Al termine di un incontro dedicato alla spiritualità, nel cielo sarebbero comparse alcune misteriose sfere biancastre. Non una, ma diverse. E quando Columbro chiese spiegazioni alla relatrice, la risposta sarebbe stata degna del miglior centralino interplanetario: “Stanno salutando”.
Il dettaglio più gustoso? Secondo Columbro non si sarebbe trattato di un’allucinazione individuale: ad assistere alla scena sarebbero state circa duecento persone. Un numero sufficiente, almeno sulla carta, per organizzare una riunione di condominio cosmico. Peccato che, come spesso accade con gli Ufo, le prove materiali continuino ad avere la proverbiale puntualità di un Frecciarossa in sciopero.
Se Columbro guarda il cielo, Red Ronnie ha già parcheggiato l’astronave
Quando il discorso prende una piega extraterrestre, però, il panorama televisivo italiano offre un’altra figura ormai diventata iconica: Red Ronnie. Il giornalista musicale, negli anni, ha costruito una narrazione personale fatta di contatti, energie, dimensioni parallele, civiltà aliene e frequenze che sembrano sfuggire ai comuni decoder terrestri. Se Columbro racconta di aver visto gli Ufo, Red Ronnie sembra quasi avere un abbonamento premium con la galassia.
Entrambi condividono una caratteristica rara: riescono a parlare di extraterrestri con la naturalezza con cui altri discutono del traffico sul Grande Raccordo Anulare. E, soprattutto, continuano a farlo senza preoccuparsi troppo dello scetticismo generale. In fondo la televisione italiana ha regalato quiz, varietà, reality e talent. Mancava solo un canale dedicato ai rapporti diplomatici con le Pleiadi. Per quello, probabilmente, basterà aspettare la prossima intervista. O il prossimo avvistamento.

