I Carabinieri di Latina avevano raccolto diverse denunce da donne che si prostituivano in appartamenti nel capoluogo pontino e tutte le denunce descrivevano la stesso modo di agire: sempre in quattro, si presentavano prima come clienti, poi si spacciavano per appartenenti alle forze dell’ordine e sotto la minaccia di una pistola, legavano le loro vittime, in alcuni casi le violentavano e le rapinavano di soldi, computer e cellulari.
Gli uomini dell’Arma agli ordini del colonnello De Chiara, hanno intensificato i controlli nelle zone a rischio e giovedì sono arrivati i frutti. Il gruppo è stato bloccato immediatamente dopo un colpo messo a segno in un appartamento abitato da due prostitute dell’est europeo che aveva fruttato loro un bottino di mille euro, quattro cellulari, una fotocamera e carte di credito. Trovata anche l’arma, una pistola giocattolo senza tappo rosso che la faceva sembrare vera. In manette, con l’accusa di rapina aggravata in concorso, sono finiti M. P. di 43 anni, A. C. di 51, entrambi romani e marescialli dell’Aereonautica; in manette anche A. D. 31enne, residente a Roma e D. P., 43enne rumeno, residente ad Ostia.
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C’erano anche due militari dell’aeronautica nel gruppo di rapinatori che da qualche tempo aveva preso di mira le prostitute di Latina. In quattro si presentavano prima come clienti, poi violentavano le donne e le depredavano di soldi e cellulari
