Numeri da brivido e senza l’alibi del mare o della giornata fuori porta per il clima che continua a rovinare le prove tecniche d’estate. Alle 22 di domenica solo il 32,30 per cento dei romani è andato a votare per scegliere tra Ignazio Mario e Gianni Alemanno. Se al primo turno era dissafezione, ora si prepara quasi un’emergenza democratica.

Salvo una “marcia sui seggi”, una specie di voto di massa concentrato nelle ore che separano dalla chiusura, il nuovo sindaco di Roma avrà quasi il 70 per cento i romani che non hanno espresso alcuna preferenza per lui e per il capo dell’opposizione. E a nulla sono valse le iniziative dell’ultimora dei due sfidanti che hanno accompagnate personalmente le mamme ai seggi, con tanto di appuntamento con telecamere e fotografi.
Rispetto al primo turno, quando già si era manifestata la scelta dei romani di fare qualsiasi cosa pur di non andare al voto, il calo è stato del 5 per cento. Se poi paragoniamo il dato con quello omogeneo del 2008, la crisi dei voti si colloca al 14,6 per cento. Per la gioia degli analisti e degli esperti di statistica, il Municipio di Roma dove si è votato meno è il VI, quello che nella nuova riorganizzazione “a 15” ha preso il posto dell’VIII e cioè la zona di Tor Bella Monaca e della via Casilina: qui sono entrati nei seggi il 27,9 degli aventi diritto.

Se a Roma quasi 7 cittadini su 10 è rimasta a casa o nei parchi, negli altri comuni della Regione dove si vota sempre per il ballottaggio è andata anche peggio: a Viterbo un -12,11% (affluenza 33,64%); a Formia un -13,29% (affluenza 38,95%); a Sabaudia un -11.02% (affluenza 35,34%); ad Anzio un -15,75% (affluenza 31,15%); a Fiumicino un -9,68% (affluenza 33,63%); a Nettuno un -10% (affluenza 38,87%); a Pomezia un -9,73% (affluenza 32,82%); a Santa Marinella un -8,4% (affluenza 41,16%). Complessivamente nel Lazio la percentuale dei votanti alle 22 è stata del 32,60%, mentre al primo turno era stata del 38,66%. Rispetto al dato nazionale l’affluenza alle 22 è stata del 33,87%, a fronte di un 42,38% alla stessa ora del primo turno.
Per evitare che i veri vincitori siano i non votanti, c’è tempo sino alle 15.
