Ignazio Marino finge di non sapere oppure davvero non sa che cosa è la “Marcia per la vita” che si è svolta a Roma? Oppure, com’è abitudine della maggior parte dei politici del Pd, si sta dando da fare per perdere consensi?
Trascrivo le parole che ha pronunciato riguardo alla sua assenza dalla marcia: “Non sono alla marcia per la vita perché non voglio strumentalizzare politicamente un’iniziativa giusta”. Un’iniziativa giusta? E’ giusta la marcia per la vita a tutti i costi? E’ giusta la marcia contro la legge 144? E’ giusta la marcia contro il testamento biologico?
Il senatore ha proseguito: “La vita si difende con i fatti e il mio programma elettorale parte proprio da questo punto irrinunciabile e da un lavoro serio per trasformare la nostra città in un luogo dove realmente la priorità siano la persona umana (l’aggettivo è pleonastico) e i suoi inalienabili diritti”. E qui viene davvero il sospetto che il senatore ignori che gli inalienabili diritti della persona non sono assolutamente rispettati da coloro che marciano per la vita a tutti i costi. Ignazio Marino dovrebbe spiegare come si rispetta la libertà di una donna, vietandole di interrompere una gravidanza in ogni caso, anche, per fare un esempio limite, a seguito di stupro. Dovrebbe spiegare come si rispetta la volontà di persone che vengono a trovarsi nelle condizioni in cui vennero a trovarsi Eluana Englaro e Piergiorgio Welby. Come si rispettano i loro diritti inalienabili, impedendo loro con la forza di andarsene in pace. Del resto, per capire che cosa sia la Marcia per la vita, basti considerare che vi partecipa Carlo Giovanardi.
Renato Pierri

