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Marino perde pezzi, via la Barca. Il sindaco traballa, rimpasto fast

Nel pomeriggio della vittoria elettorale, l’assessore alla Cultura si dimette e apre il valzer delle deleghe. Chi cambia e chi lascia nella Giunta-bis. Il chirurgo anticipa le mosse del partito di maggioranza

Neanche il tempo di proclamare gli eletti che parte il rimpasto al Comune di Roma. Dopo l’addio del giudice Daniela Morgante, cade una seconda una testa ma non è un tonfo, bensì un abbandono meditato: quello di Flavia Barca, alla quale Ignazio Marino aveva assegnato la delega alla Cultura. E pensare che nella mattina del trionfo europeo del Pd, l’assessore Barca era pure intervenuta alla conferenza di presentazione della moostra di Michelangelo. Giusto il tempo di rientrare in Campidoglio che le dimisisoni già nell’aria si sono concretizzate. Ecco la nota ufficiale: “L’Assessore alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica Flavia Barca ha rassegnato oggi pomeriggio le sue dimissioni irrevocabili con una lettera indirizzata al sindaco Ignazio Marino”. Lascia, dunque, a pochi giorni dall’inizio dell’estate romana.
Quindi le spiegazioni della Barca: “E’ stata un’esperienza di grande valore e ringrazio il sindaco Marino per avermi concesso l’ opportunità di mettermi a servizio della cultura di questa città. Al momento – prosegue Barca – non sussistono più le condizioni necessarie per affrontare un così delicato e strategico ruolo istituzionale e garantire alle politiche culturali di Roma quell’impulso che il rilancio socio-economico della Capitale richiede. Solo per non destabilizzare la giunta, che ringrazio e alla quale auguro buon lavoro, ho atteso questo momento post-elettorale per rimettere il mandato. Ringrazio tutto il mio staff per la grande professionalità, il personale della Sovrintendenza, del Dipartimento Cultura, di Zètema e di tutte le società controllate. Ringrazio in modo particolare l’Assemblea capitolina, la Presidente della Commissione Cultura Michela Di Biase con la quale ho condiviso l’impegno di questi mesi, i Presidenti e Assessori alla Cultura di tutti i Municipi con i quali si è stabilita una collaborazione preziosa e indispensabile nella comune idea di cultura come strumento chiave di inclusione e coesione sociale. Ringrazio infine tutti coloro, operatori culturali, artisti, cittadini, associazioni con i quali ho condiviso idee e progetti che hanno stimolato in questi mesi le mie politiche culturali”.
Sulla decisione è intervenuto anche Lionello Cosentino, segretario del PD di Roma.”Mi spiace che Flavia Barca lasci l’assessorato alla cultura. Ho apprezzato il suo lavoro appassionato e stimo la sua intelligenza e la sua cultura. Spero che il PD di Roma possa poter contare sul suo aiuto nella costruzione di un forum per la cultura a Roma”. Per il toto successione si fa il nome di Giovanna Marinelli, braccio armato dello scomparso assesore Gianni Borgna e animatrice delle notti bianche veltorniane.
Ma il secondo rimpasto (Marino ha trattenuto la delega della Morgante), probabilmente sarà più ampio. Il risultato elettorale disegna il partito rmano molto più forte, con la corrente renziana in prima linea nella strategia del ricambio. E così il sindaco anticipa le mosse, sperando di ricucire. Prossime teste a cadere Rita Cutini, delegata al Sociale e Daniele Ozzimo, insieme a Marco Masini, travolto dalla frana di Roma nord, i cui lavoro sembrano essere senza fine. Ozzimo si salverebbe cambiando la poltrona dalla Casa al Sociale. Una specie di puzzle che somiglia ad una tavola rotonda. Per il Bilancio salgono le quotazioni di Silvia Scozzese che per conto dell’Anci sta seguendo il piano di rientro del Comune. Roba di poche ore poi la traballante giunta dovrebbe ripresentarsi in versione due punto zero.