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Marino silura la Cutini ma lei lo anticipa: “Me ne vado”

Dopo due ore di colloquio l’assessore Rita Cutini ha lasciato la Giunta Marino. Al suo posto sulla poltrona dell’assessorato alle politiche sociali la presidente del Cesv ( il Centro di servizio per il volontariato del Lazio) Francesca Danese.
Il sindaco ha proposto all’ex assessore l’incarico di consulente personale per i temi relativi al sostegno alla famiglia e alla cura degli anziani, offerta rimandata al mittente. “Ho comunicato al sindaco la mia decisione di lasciare l’incarico di Assessore al Sostegno sociale e sussidiarietà perché non ravviso più le condizioni per continuare”. Cosi’ l’ex assessore alle Politiche sociali, Rita Cutini,. Erano giorni che, in assenza di un progetto corale, chiaro, a partire dal sociale e dalla solidarietà sull’azione svolta dal mio assessorato nelle difficoltà oggi chiare a tutti per un circolo di connivenze criminali, avevo preso la decisione di lasciare. Ho aspettato l’incontro con il sindaco – ha detto Cutini – per valutare se finalmente ci fossero nuove condizioni per rimanere. Ma non le ho ravvisate”.

“Il contrasto alle situazioni gestite in emergenza, l’azzeramento dei fuori bilancio del 2014, la scelta di procedure amministrative rigorose e non aggirabili (come lo Sprar) sono state il fondamento della mia azione. E’ una ricchezza che ho messo a disposizione della città. E che credo che rappresenti un motivo di speranza per tanti romani disgustati della disonestà della macchina capitolina. Il sindaco non ne ha fatto il perno della ricostruzione necessaria e per questo, pure ringraziandolo per l’offerta di coprire il ruolo di consulente per i problemi degli anziani a Roma, a conferma parziale del lavoro svolto, ho ritenuto di confermare le mie dimissioni. Adesso il problema è far uscire Roma da questa emergenza. È ora di richiudere quelle maglie larghe che hanno generato spazi per il malaffare. Io continuo a farlo come lo ho sempre fatto”.
“I fatti giudiziari – ha concluso – mostrano che il lavoro che ho fatto di trasparenza e regolarità amministrativa è stato tale da costituire un muro ai tentativi delle organizzazioni criminali di ottenere incarichi illeciti. Ma non mi sembra che la strada scelta sia questa”