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Matrimoni gay, prefetto li cancella. Marino: “Illegale non trascriverli”

#ROMANONCANCELLA. Questa l’iniziativa del sindaco che si oppone all’ordine di Pecoraro di cancellare la registrazione delle nozze di 16 coppie omosessuali celebrate all’estero. “Abbiamo già avviato tutte le verifiche per opporci”. Depositato al Tar un primo ricorso

Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha inviato al sindaco della capitale, Ignazio Marino, una atto formale con cui gli chiede ufficialmente di provvedere alla cancellazione delle trascrizioni dei 16 matrimoni gay contratti all’estero, ritenute nulle. Nel suo provvedimento il prefetto sottolinea tutta una serie di norme legislative, alla luce dei quali le singole trascrizioni sono da ritenersi nulle. E chiede ufficialmente al sindaco di provvedere a tutti gli adempimenti materiali conseguenti, ovvero alla cancellazione.

Ignazio Marino ha affidato la sua risposta ad un videomessaggio in cui annuncia la propria volontà di opporsi all’iniziativa prefettizia: “Una delle ragioni già indicate dal prefetto nei giorni scorsi riguarda motivi di ordine pubblico. Abbiamo già avviato tutte le verifiche per opporci alla cancellazione delle trascrizioni. Onestamente non riesco a capire quale pericolo possa costituire per la città di Roma l’esistenza di una coppia che si ama e che ha dichiarato il proprio amore.”

Il sindaco, lanciando l’ashtag #romanoncancella inoltre ribadisce come ritenga illegale la mancata trascrizione di un diritto riconosciuto appena oltre il confine dello stato italiano. La Rete lenford, l’Avvocatura per i diritti LGBT, secondo quanto si apprende, sta depositando al Tar il ricorso delle 16 coppie di cui il sindaco Ignazio Marino ha “officiato” la trascrizioni delle nozze celebrate all’estero.

“Il gesto di Pecoraro ci appare contrario al diritto e profondamente ingiusto – ha dichiarato in una nota Andrea Maccarrone, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli – A questo punto ci aspettiamo che il Parlamento intervenga urgentemente a colmare l’ormai intollerabile vuoto legislativo sui diritti delle coppie gay e lesbiche che la tenacia dei sindaci che hanno effettuato le trascrizioni ha avuto il merito di mettere in evidenza”. “Non possiamo che augurarci – conclude Maccarrone – che la grande attenzione e il crescente consenso dell’opinione pubblica rispetto a leggi di uguaglianza e inclusive nei confronti della comunità LGBT rappresentino l’occasione per tornare a discutere di un intervento legislativo che garantisca la piena dignità e uguaglianza della nostra comunità, abbandonando l’idea di istituti specifici che, pur tamponando situazioni emergenziali, ripropongono segregazioni e disuguaglianze e sacrificano sull’altare del consenso elettorale le vite di milioni di cittadine e cittadini”.