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Meloni: “Non siamo un paese spacciato, né la Repubblica delle Banane”

Il presidente della Confcommercio incalza il governo, la Premier risponde con salario minmo e patto generazionale

Meloni:  “Non siamo un paese spacciato, né la Repubblica delle Banane”
Meloni:  “Non siamo un paese spacciato, né la Repubblica delle Banane”

Giorgia Meloni nel suo intervento alla assemblea annuale della Confcommercio raccoglie le istanze del presidente Carlo Sangalli che ha posto il “Sense of Italy” al centro del futuro sostenibile per il paese, in un contesto reso gravoso dalla crisi nel Golfo, la guerra in Ucraina e la crisi energetica.

Il presidente della Confcommercio Carlo Sangalli evidenzia temi che chiamano in causa l’Europa ma anche il governo. La Premier Giorgia Meloni assicura sostegno alle imprese oneste e un patto generazionale che restituisca competitività al paese, quindi respinge le critiche sulle difficoltà economiche e sul salario giusto. L’assemblea annuale dalla Confcommercio lascia dunque in eredità una promessa di collaborazione fra governo e rappresentanti delle piccole e grandi medie imprese.

L’intervento del presidente Sangalli

Nel corso del suo intervento, il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli conia due nuovi termini. Il “Sense of Italy” ovvero la produzione che caratterizza ed esalta il prodotto del lavoro italiano. La “fiscocrazia”, una crasi che riassume le difficoltà di chi fra impresa incrociandosi e spesso scontrandosi fra tasse, pressione fiscale e burocrazia. Impatto che penalizza e a volte arriva anche a frenare l’impresa. Sangalli pone infine l’accento sulla necessità di accompagnare transizione tecnologica ed energetica con un approccio mirato a salvaguardare progresso e lavoro, senza perdere di vista il problema legato alla crisi demografica. Un appello all’Europa, ma anche al Governo, raccolto dalla Premier Giorgia Meloni.

Meloni fra “Sense of Italy” e il patto generazionale

La Premier, nel suo intervento dal palco, sposa i concetti espressi dal presidente di Confcommercio. “Il “Sense of Italy” lo farò mio. Sintetizza perfettamente il successo dei nostri prodotti, nonché identità e stile di vita. È un patrimonio immateriale che può vantare solo l’Italia e non si può delocalizzare, non si può copiare e neanche rivendere a basso costo. È un qualcosa che ci appartiene, è solo nostro. Anche per questo, per la tenuta dello stato sociale, siamo pronti a stringere un patto fra le generazioni. Aiutiamo le madri lavoratrici, i figli under 35. Vogliamo restituire alla nazione il posto che gli compete.  Non è intellettualmente onesto dire che nel nostro paese abbiamo risolto tutti i problemi ma è disonesto dipingere l’Italia come un paese spacciato”.

La Premier: “Sosteniamo imprese e paese con il salario giusto”

La premier si concentra infine sulle attività a sostegno dell’economia: “Il governo accompagna, sostiene, evita di disturbare chi vuole creare ricchezza e posti di lavoro. Noi siamo dalla parte degli onesti e contro chi arriva magari illegalmente in Italia e poi fa anche concorrenza sleale. Questa non è la Repubblica delle Banane, qui si rispettano le regole”. Il decreto primo maggio continua a far discutere, ma la Meloni non indietreggia di un centimetro: “Abbiamo scelto di puntare come mai fatto in passato nella contrattazione di qualità. Così si tutelano i lavoratori settore per settore. Non vogliamo imporre tutto dall’alto, ci fidiamo dei corpi intermedi e chiediamo una alleanza. Con il salario giusto diamo attuazione al contrasto del dumping contrattuale che riduce e frena qualità di occupazione e crescita”.