di Claudio Roma
Uno sguardo al cielo, un respiro profondo ma non troppo e occhio alla targa e all’orologio. Mezza città domani, martedì, resterà a piedi. In alternativa ci sono i mezzi pubblici, le biciclette oppure il classico “differimento dello spostamento: Tradotto in parole più semplici: chi ha da fare qualcosa lo farà un altro giorno.
Non fa freddo, l’aria ristagna e il cielo di Roma si trasforma in una cappa di gas mefitici. E’ di nuovo il balletto delle targhe alterne, il provvedimento in odio a tutti i cittadini, vero incubo dei sindaci. Martedì 10 dicembre, potranno circolare solo le auto con l’ultimo numero della targa pari, mentre le dispari dovranno rimanere ferme. E chi sgarra si deve preparare a pagare 155 euro di multa. Mercoledì si cambia: via libera alle dispari e stop alle pari.
Per conoscere il futuro bisognerà aspettare, sempre ammesso che tra il primo e il secondo giorno della settimana il livello delle polveri sottili scenda sotto la soglia massima consentita. Diversamente si andrà avanti a oltranza, sino a quando pioggia o vento non rimescoleranno l’aria, favorendo la dispersione.
Attenzione, l’area di divieto è la cosiddetta “fascia verde” una città nella città, delimitata dall’anello ferroviario e dalle tangenziali interne. Attenzione dunque ai cartelli e alle pattuglie di vigili, organizzate in veri e propri commandos per fare cassa. L’ultima volta che scattò il divieto era il gennaio dello scorso anno: a fronte di cinquemila controlli, furono oltre 1200 gli automobilisti “catturati” nella “no fly zone”.
Il blocco era nell’aria, carica di veleni e presta dal quel fenomeno che si chiama “inversione termica”. Scrivono i metereologi: “Nelle notti calme e serene, il forte raffreddamento del suolo sottrae calore all’aria sovrastante che a sua volta si raffredda: nelle prime centinaia di metri si crea così uno strato in cui la temperatura addirittura aumenta con la quota ossia si “inverte” il normale andamento della temperatura con l’altezza”. Detto in parole più semplici: durante la notte il suolo si raffredda e quindi accade che in pianura fa molto freddo a livello del terreno e l’aria sovrastante tende a rimanere calda. Per le polveri sottili e il biossido di azoto non c’è così speranza i potersi disperdere. E allora le 1 centraline che controllano “l’aria di Roma” vanno in til segnalando il superamento dei limiti. La legge dice che quando lo sforamento si ripete, le amministrazioni devono adottare una serie di provvedimenti. L’ultima spiaggia è il blocco totale. Le previsioni per i prossimi giorni sono pessime e non si esclude che il fine settimana entrerà nella storia della città per lo stop collettivo di tutte le auto.

