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Migrazioni a Roma e nel Lazio, il rapporto IDOS su marginalità e diritti negati

Marginalità, asilo, lavoro e inclusione sociale al centro del fascicolo, che evidenzia anche nuove forme di partecipazione

Migrazioni a Roma e nel Lazio, il rapporto IDOS su marginalità e diritti negati

Dalle difficoltà nell’accesso alla casa e alle cure sanitarie fino alle criticità del sistema di accoglienza e del diritto d’asilo, il 21° dossier dell’Osservatorio fotografa luci e ombre della presenza straniera nella regione

Disagio abitativo, ostacoli nell’accesso alle cure, difficoltà nell’esercizio del diritto d’asilo, sfruttamento lavorativo e nuove forme di esclusione sociale sono solamente alcuni degli aspetti analizzati all’interno del 21° Rapporto dell’Osservatorio sulle migrazioni a Roma e nel Lazio, realizzato dal Centro Studi e Ricerche IDOS e dall’Istituto di Studi Politici S. Pio V. Lo studio mira a fotografare lo stato dell’immigrazione nella regione, evidenziando non solo le principali criticità che interessano la popolazione straniera, ma anche (e soprattutto) le trasformazioni sociali e le esperienze di inclusione che caratterizzano il territorio. I risultati dell’indagine verranno illustrati integralmente il prossimo 24 giugno presso il Teatro Rossini di Roma, nel corso di un incontro che riunirà studiosi, operatori del settore e rappresentanti delle istituzioni, per discutere delle eventuali problematiche emerse e delle prospettive delle politiche migratorie in territorio laziale.

Un peggioramento nel 2026 in materia di emarginazione sociale, accesso ai diritti e inclusione

Da oltre vent’anni l’Osservatorio monitora l’evoluzione della presenza straniera nella regione, affiancando all’aggiornamento statistico approfondimenti su lavoro, scuola, accoglienza, salute, inclusione sociale e cittadinanza. In quest’ottica, l’edizione del 2026 si presenta fortemente critica in quanto i dati raccolti nel corso delle ricerche evidenziano un netto peggioramento della situazione rispetto al passato.

Stando alle prime anticipazioni diffuse, infatti, la popolazione migrante nella Capitale, e per esteso nel Lazio, ha sperimentato l’inasprimento di una serie di condizioni che già da tempo la riguarda. I dati documentano il consolidarsi di varie forme di emarginazione che colpiscono specifici gruppi di immigrati e il perdurare di ritardi amministrativi, inefficienze burocratiche e disfunzionalità istituzionali che incidono in maniera particolarmente significativa sull’accesso di tale comunità a diritti e, di conseguenza, sull’adempimento della stessa ai propri doveri.

Burocrazia inefficiente, difficoltà di accesso alle cure, richieste di aiuto e lavoro

Tra le questioni più rilevanti figurano l’aggravarsi della marginalità abitativa, con particolare attenzione alle situazioni presenti nelle periferie romane, le difficoltà di accesso alle cure sanitarie in contesti fragili come Bastogi, Ostia e l’area della stazione Tiburtina, oltre alla persistente invisibilità sociale e giuridica che continua ad interessare una parte della popolazione rom. Altro aspetto non trascurabile riguarda inoltre una certa criticità legata alla protezione internazionale e alle richieste di asilo. Il Rapporto denuncia le difficoltà incontrate dai richiedenti durante le procedure amministrative e descrive un sistema di accoglienza ancora troppo spesso gestito in una logica emergenziale.

Una parte importante, infine, riguarda anche il lavoro. Nello specifico, gli analisti mettono in evidenza la condizione delle lavoratrici immigrate impiegate nell’assistenza familiare e nel lavoro domestico, specialmente laddove quest’ultimo risulta spesso caratterizzato da percorsi professionali frammentati e da periodi di attività non regolarizzata che, una volta raggiunta l’età pensionabile, si traducono in trattamenti economici piuttosto bassi. Un quadro che restituisce dunque le fragilità ancora presenti nei percorsi di inclusione, ma che comunque non esaurisce la complessità del fenomeno migratorio nella regione tirrenica e nella città eterna.

I segnali positivi

A tal proposito, accanto alle difficoltà e alle questioni che al momento restano insolute, lo studio mette in evidenza anche dei segnali positivi. Crescono, ad esempio, le esperienze di partecipazione civica, cittadinanza attiva e sostegno ai migranti non solo nell’area metropolitana di Roma ma anche nelle altre province del Lazio, che negli ultimi anni hanno assunto un ruolo sempre più rilevante nelle dinamiche migratorie regionali. In più, si evince come l’immigrazione sia ormai una realtà strutturale nell’area. Nella regione vivono oltre 640 mila cittadini stranieri, con Roma che concentra la quota più consistente delle presenze. I gruppi più numerosi sono quelle provenienti da Romania, Bangladesh, Filippine, India, Ucraina e Albania. Parallelamente continuano a crescere le famiglie con background migratorio e i percorsi di acquisizione della cittadinanza italiana, elementi che testimoniano una presenza stabile e radicata nel tessuto sociale regionale.

In questo quadro si rafforzano le reti associative e i progetti di integrazione promossi dal terzo settore, che contribuiscono a facilitare l’accesso ai servizi e a favorire forme di inclusione dal basso. Allo stesso tempo, aumentano le iniziative culturali e formative nelle scuole e nei territori, che coinvolgono sia le comunità migranti sia la popolazione autoctona. Particolare rilievo assumono le esperienze di mediazione sociale e linguistica, sempre più diffuse nei contesti urbani complessi. E per concludere, un maggiore consolidamento si registra nella presenza degli appartenenti alle seconde generazioni nei percorsi scolastici e universitari, segno di una progressiva stabilizzazione delle comunità straniere nel tessuto regionale

L’evento di presentazione

La presentazione del Rapporto sarà aperta dagli interventi di Paolo De Nardis, Presidente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V”, e di Tiziana Biolghini, consigliera delegata della Città metropolitana di Roma Capitale. I dati e le analisi saranno illustrati dai curatori Raniero Cramerotti e Ginevra Demaio del Centro Studi e Ricerche IDOS. Seguiranno gli approfondimenti di Benedetta Caporusso dell’associazione A Buon Diritto, del sociologo Marco Omizzolo, docente della Sapienza Università di Roma e ricercatore Eurispes, e di Ibrahim Kanj, responsabile dell’area inclusione di Programma Integra. Le conclusioni saranno invece affidate all’assessora alle Politiche Sociali e alla Salute di Roma Capitale Barbara Funari, mentre la moderazione dell’incontro sarà curata dal Presidente di IDOS Luca Di Sciullo.

Più che raccontare un’emergenza legata ai numeri, il nuovo Osservatorio sembra voler riportare l’attenzione sulla qualità delle politiche pubbliche e sulla capacità delle istituzioni di garantire diritti, inclusione e pari opportunità ad una popolazione che costituisce ormai una componente stabile della società laziale. Una riflessione che riguarda non soltanto i migranti, ma il modello di convivenza e coesione sociale dell’intera zona.