Tutti inizia quanto i genitori di una sedicenne chiamano allarmati il 113: “Non troviamo nostra figlia”. A mettere in allerta papà e mamma non è tanto il fatto che la ragazzina avesse il telefono spento, ma quanto il rivedere uno storia già vista: in passato era stata vittima di un adescamento via web da parte di un pedofilo, successivamente arrestato.

Dopo aver tentato ripetutamente di mettersi in contatto con lei nel corso di tutto il pomeriggio e trovando il suo cellulare sistematicamente irraggiungibile hanno temuto il peggio. La giovane aveva mandato soltanto un breve messaggio alla madre nel primo pomeriggio, con il quale l’avvisava di essere uscita con una sua amica e voler far più tardi del solito. Inutile contattare gli amici abituali, nessuno sapeva dare indicazioni utili.
Formalizzata la denuncia agli agenti del Commissariato Esposizione, i poliziotti hanno immediatamente fatto scattare le ricerche cercando di localizzare l’utenza telefonica, che di tanto in tanto la giovane riattivava per rassicurare i genitori ma manifestando anche l’intenzione di voler trascorrere fuori la notte. Ai poliziotti era apparso evidente il suo imbarazzo a parlare al telefono e le sue frasi “misurate” e sottoposte al “controllo” di qualcuno che nell’auto, vicino a lei, le continuava a suggerire come e cosa rispondere. Soltanto più tardi, l’equipaggio di una volante inviata nei pressi dell’abitazione della madre è riuscita ad individuarla mentre faceva rientro a casa.
Nonostante la riluttanza della giovane, i poliziotti sono riusciti ad entrare in possesso di un foglietto di carta dove era annotato il numero di telefono del suo accompagnatore e dopo averlo identificato lo hanno raggiunto nella sua abitazione. I poliziotti non hanno creduto alla sua versione dei fatti ed ai suoi ripetuti tentativi di sottolineare il fatto che la giovane amica fosse consenziente, ed al termine degli accertamenti lo hanno denunciato per sottrazione di minore.
