L.C. si era arruolato giovanissimo e ha respirato l’amianto a bordo del naviglio dove ha prestato servizio; all’età di 60 anni si ammala e l’anno scorso è morto a causa del mesotelioma da amianto. La Marina Militare ha riconosciuto che quella malattia è stata causata dal lavoro a bordo delle navi da guerra coibentate di amianto e, quindi, ha riconosciuto L.C. vittima del dovere, e il ministero della Difesa ha così liquidato agli eredi la speciale elargizione di oltre 200mila euro e le ulteriori prestazioni. La decisione dopo aver accolto le richieste dell’avvocato Ezio Bonanni.
“Il prossimo 9 dicembre il Tribunale Penale di Padova – aggiunge l’Osservatorio Nazionale Amianto. – dovrà decidere se accogliere la richiesta del Pm Sergio Dini della Procura della Repubblica di rinvio a giudizio dei vertici della Marina Militare dell’epoca, per omicidio colposo e lesioni colpose. L’avvocato Ezio Bonanni, costituito nell’interesse di numerose parti civili, ha chiamato in causa il ministero della Difesa perché risponda in solido con gli imputati dei danni subiti dalle parti offese. Saranno, inoltre, promosse anche azioni civili per far valere la responsabilità diretta del ministero della Difesa, datore di lavoro delle vittime. Visto e considerato l’esito della sentenza Eternit, l’Osservatorio Nazionale Amianto affronterà la questione dal punto di vista delle cause civili che una volta iniziate non sono soggette a prescrizione, diversamente dal penale”.
Seguici su
Il ministero della Difesa ha riconosciuto un sottoufficiale di Marina Militare vittima del dovere e ha così liquidato agli eredi la speciale elargizione. La decisione dopo aver accolto le richieste dell’avvocato Ezio Bonanni
