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Nazionale, retroscena: la Serie A voleva Conte, su Pirlo tanti dubbi

La candidatura di Andrea Pirlo è una scelta totale di Giovanni Malagò e Paolo Maldini pronti ad assumersi onori ed oneri della decisione

Nazionale, retroscena: la Serie A voleva Conte, su Pirlo tanti dubbi
Antonio Conte

Il tecnico salentino, che ha guidato la nazionale dal 2014 al 2016, era il prescelto dei presidenti della serie A, che hanno spinto la candidatura di Giovanni Malagò,  ma la decisione del numero uno federale, condivisa con Paolo Maldini che ha chiesto e ottenuto carta bianca ribalta gli equilibri. Tuttavia lo scetticismo sulla candidatura del “maestro” resiste: la  carriera da allenatore dell’ex regista azzurro desta più di qualche perplessità.

La nomina del CT: una partita di politica sportiva

La nomina del nuovo commissario tecnico è una scelta che si inserisce nelle dinamiche di un terreno di gioco molto più ampio rispetto al calcio: è una partita che si gioca fra i palazzi, dove i giochi di potere hanno sempre avuto un enorme peso specifico. In questo caso, non è stato evidentemente sufficiente. La Lega di Serie A, che ha di fatto scelto e spinto Malagò alla presidenza della FIGC, aveva indicato in Antonio Conte come  l’uomo giusto per il rilancio della nazionale. Un consenso trasversale: la maggior parte dei presidenti delle squadre di club del massimo campionato ritenevano e ritengono tuttora il tecnico leccese il profilo ideale perché lo considerano un allenatore capace di incidere immediatamente trasmettendo identità, senso di appartenenza e disciplina. E forse preferirebbero anche Roberto Mancini alla scelta che sembra ormai ricadere su Andrea Pirlo.

Pirlo, il passato non basta a vincere lo scetticismo

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Andrea Pirlo è considerato un tecnico in costruzione. Il suo percorso è oggettivamente lontano anni luce da quanto ha mostrato in campo. Al suo esordio alla guida di una Juventus a fine ciclo, ha lasciato in eredità una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana ma anche qualche dubbio, alimentato successivamente dalle esperienze non fortunatissime con il Fatih Karagümrük in Turchia e la Sampdoria in Serie B.  La vittoria della serie B negli Emirati Arabi Uniti alla guida dello United Football Club di Dubai, non è esattamente uno straordinario biglietto da visita. La scelta dunque è profondamente divisiva anche perché le sacche del “no” sono terrorizzate da una scelta che rischia di ricalcare i passi della gestione fallimentare di Gennaro Gattuso.  Ed è proprio questo il nodo che continua a dividere il mondo del calcio. Anche perché la scelta di Pirlo è maturata con metodi per certi versi inediti.

Malagò decide senza consultare la Serie A: una svolta che divide

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La vera novità consiste nel modus operandi del nuovo corso della FIGC. Le componenti del calcio italiano, come mai accaduto prima, a partire dalla stessa Serie A, sono rimaste  fuori dal processo decisionale. Nessun tavolo politico, nessuna trattativa tra le varie anime federali: la linea è tracciata ed è quella di una decisione centralizzata che in fondo sta bene a tutti. Se da una parte evita mediazioni e sbarra la strada alle logiche di spartizione, accontentando così la parte più “debole” dall’altra può permettere ai “big” e a chiunque altro di scaricare la responsabilità di un eventuale fallimento sulle spalle del nuovo corso. Ecco perché, in ogni caso, né la serie A né nessun altro alzeranno le barricate. Malagò, dunque, per ora ha totale e intatta fiducia: almeno fino al primo banco di prova sul campo, quando l’Italia affronterà il Belgio in Nations League, verosimilmente con un nuovo CT in panchina.