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“Nicholas, vuoi tu sposare Harris?” Lo sposo ora può baciare lo sposo

Prime nozze omosessuali nello Stato Libero del Gay Village che sorge all’Eur. Il 4 luglio si uniranno in matrimonio due ragazzi del movimento umanista. A suggellare la firma del primo “atto d’amore” il “sindaco” dello stato omofilo Imma Battaglia, eletta all’assemblea capitolina con Sel, e Valdimir Luxuria che della piccola enclave capitolina si è autonominata “premier dame”. La cerimonia al parco del Ninfeo

Lo avevano annunciato all’apertura della kermesse estiva del Gay Village al parco del Ninfeo: come libero stato sarà possibile celebrare per tutte le coppie di fatto una vera e propria cerimonia nuziale. E ora, quella che è una vera e propria provocazione nella città del Cupolone, sarà realtà. Giovedì 4 luglio, Nicholas e Harris si uniranno simbolicamente in matrimonio con una cerimonia celebrata da Imma Battaglia e Vladimir Luxuria.  

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La consigliera comunale eletta con SEL, nonchè presidente dell’Associazione Di’Gay Project, farà infatti firmare ai due giovani “l’Atto d’Amore” un vero e proprio contratto di convivenza, una scrittura privata preparata dagli avvocati dell’associazione utilizzando le possibilità che oggi offre la legge italiana: con la sottoscrizione del documento le parti potranno regolare questioni che, in assenza di una legge o di una scrittura privata, rischiano di generare conflitti come la proprietà dei beni, l’uso dell’abitazione comune, la cessazione della convivenza, il diritto al mantenimento e l’assistenza in caso di malattia.
Dopo lo scambio degli anelli sarà invece Valdimir Luxuria, la “premier dame” del Gay Village, a continuare la cerimonia con la lettura del Messaggio di Silo, il testo filosofico del movimento umanista a cui appartengono i due sposini.
“Quest’anno abbiamo deciso di rendere il Gay Village uno stato libero dove poter celebrare riti propiziatori di libertà e uguaglianza – ha dichiarato Imma Battaglia – sarà il primo di una lunga serie, anche sulla scia del recente trionfo dei diritti negli Stati Uniti, dopo tanti anni di lotte, culminate nella dichiarazione di incostituzionalità del matrimonio tra uomo e donna. Come consigliera del Comune di Roma lotterò per inserire il registro comunale delle unioni civili tra le priorità dell’agenda di Marino. Sarà la mia azione simbolica di pressione politica sul Governo per una legge che equipari nei diritti tutte le coppie senza alcuna discriminazione”.