“Ho aspettato che passasse la Notte dei Musei di sabato ma ora il discorso di utilizzare detenuti ed ex detenuti per garantire le aperture, anche notturne, di aree archeologiche, musei e beni culturali di Roma e del Lazio” A rilanciare la proposta è il Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni.
A suscistare un vero e proprio vespaio di polemiche era stata la notizia prima della chiusura, poi dell’apertura a numero chiuso del Colosseo che per giorni ha oscurato l’impatto e la rilevanza di un evento culturale come la notte europea dei musei. “E’ stata una brutta figura che si doveva e poteva evitare anche ricorrendo a lavoratori esterni come detenuti ed ex detenuti – continua Marroni – A Roma l’utilizzo di reclusi ed ex reclusi in attività lavorative nelle aree archeologiche della Capitale è un progetto che è già stato abbondantemente sperimentato, e con profitto, negli scorsi anni. Se è vero che la cultura è il petrolio di questo Paese allora tutti possiamo contribuire a valorizzare le bellezze storiche, artistiche e culturali. Solo qualche giorno fa, sono stati pubblicati i dati di affluenza ai musei relativi al 2013”.
“Dobbiamo garantire la piena fruizione di aree archeologiche, musei e beni culturali fino a sera inoltrata – argomenta Marroni – Per fare questo possiamo fare ricorso ad ogni risorsa possibile, compresi i detenuti, e non solo quelli condannati ai lavori di pubblica utilità. C’è gente che in carcere ha imparato un mestiere, che è in grado di lavorare nei call center per ricevere prenotazioni, di lavorare nelle biglietterie, di fare piccoli interventi di manutenzione. Nei giorni scorsi, prima che scoppiasse il caso Colosseo avevo parlato di questa opportunità anche con il commissario del Parco dell’Appia Antica. Ci mettiamo a disposizioni delle amministrazioni locali per agevolare questo tipo di aiuto”.
