“Stop al terrore del Comune contro gli ambulanti”: lo scrivono in diretta su un grande striscione blu e lo urlano a piazza SS. Apostoli, gli oltre 100 partecipanti, quasi tutti bengalesi, al presidio dell’associazione Dhuumcatu. Una protesta scoppiata dopo i fatti dello scorso 2 agosto, quando tre venditori bengalesi vennero arrestati e condannati a 2 anni e 6 mesi per aggressione ai danni di una coppia di turisti statunitensi in piazza di Spagna. Un episodio che per l’associazione è scaturito invece dall’accusa rivolta a un primo gruppo di ambulanti, diverso da quelli arrestati, con cui contrattava il prezzo di una bevanda: “Voi musulmani e neri causate sempre problemi in ogni parte del mondo”.
Una frase che avrebbe provocato, sostengono da Dhuumcatu, la risposta di uno dei bengalesi e la “spinta dello Yankee” che lo avrebbe fatto cadere dalla scalinata, con una successiva colluttazione conclusasi con l’arresto di altri tre ambulanti. Per questo nel sit in di martedì sera, concesso dalla Questura, spiegano, i manifestanti, dopo l’iniziale richiesta di tenerne uno a piazza di Spagna, un iniziale momento di preghiera collettiva ha lasciato il posto alla rabbia di Bachcu, portavoce di Dhuumcatu, da 25 anni in Italia: “Siamo in questa piazza per denunciare i fatti accaduti a piazza di Spagna dove una coppia di cittadini americani, i più potenti del mondo, formata da un poliziotto e una giudice, hanno maltrattato dei lavoratori ambulanti. Noi andiamo per strada per poter guadagnare qualche euro dalle nostre bottiglie d’acqua, per la nostra famiglia, questa è la verità. Tutti stanno in crisi, anche i capifamiglia italiani sono costretti a fare gli ambulanti”. Invece, attacca, “noi veniamo accusati perché siamo musulmani, perché siamo negri”.
Forti le critiche al Campidoglio: “E il Comune di Roma, il giorno dopo, fa una dichiarazione di solidarietà agli americani, inviando una lettera: perché invece non hanno chiesto indagini più accurate senza attaccare una comunità, una nazionalità, un Paese?”. L’associazione, perciò, “invita il sindaco Marino e l’amministrazione di Roma a rivedere la propria posizione”.

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Dopo l’arresto di tre venditori in piazza di Spagna e le accuse di due americani, la comunità protesta. “Tutti stanno in crisi, anche i capifamiglia italiani… noi veniamo accusati perché siamo musulmani, perché siamo negri”





