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Roma

di Mario Baccini *

Quanto accaduto venerdì in piazza di Spagna è il sintomo di un malessere sociale che ha nulla a che vedere con il calcio. Mettere a ferro e fuoco una città e distruggerne i simboli, i monumenti è un puro gesto di inciviltà di cui dovrebbero rispondere solo gli autori di qualunque nazionalità essi siano.
Non si può pensare di lasciare impunito un gesto del genere è necessario che chi lo ha compiuto venga punito secondo la legge e in modo esemplare, d'altronde la funzione primaria degli istituti di pena è quella correttiva e riabilitativa, in più è opportuno che risarciscano il danno, non possiamo affidarci alla generosità dei molti cittadini onesti, che già si sono offerti,  per riparare la Barcaccia. Per questo apprezzo anche le parole del primo cittadino di Rotterdam.
Quel che mi preme sottolineare, però, è che non bisogna confondere i ruoli. In questo caso i colpevoli sono i vandali che hanno distrutto il nostro monumento e oggi non è giusto cercare un capro espiatorio additando le nostre forze dell'ordine per l'indignazione di un gesto di follia che per fortuna è stato contenuto, che certo, ci lascia tutti basiti e inerti di fronte a un gesto così offensivo contro la cultura ma non possiamo prendercela con gli ultimi baluardi della legalità che venerdì hanno protetto i cittadini.
Ringrazio per questo il Questore di Roma Niccolò D'Angelo e il prefetto Giuseppe Pecoraro, perché proprio con l'opera di prevenzione e l'intervento cosciente delle nostre forze dell'ordine sono stati evitati danni alle persone, ai turisti e ai cittadini che venerdì erano in piazza di Spagna e in tutte le aree del centro invase dall'onda arancione.
D'altronde non è pensabile blindare una città, anzi una Metropoli come Roma, specie poi per un evento che dovrebbe esaltare valori di solidarietà, sportività e correttezza come una partita di calcio internazionale, ma la storia ci insegna che non tutti condividono questi principi, quindi è necessario valutare i rischi reagendo con la giusta proporzione. Spesso i servitori dello stato vengono lasciati soli, a loro va oggi il nostro grazie e il nostro plauso per la loro reazione perché ancora una volta hanno dimostrato che sono al fianco dei cittadini facendo il possibile.

Mario Baccini, presidente Fondazione Foedus

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