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Non solo West Nile, con le zanzare torna anche l’Usutu virus: due i casi confermati nel Lazio

L’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità registra 15 infezioni totali in Italia e il virus, anch’esso trasmesso dalle zanzare, viene monitorato insieme al West Nile: come si trasmette, quali sintomi può provocare e quali precauzioni adottare

Non solo West Nile, con le zanzare torna anche l’Usutu virus: due i casi confermati nel Lazio

Un altro arbovirus trasmesso dalle zanzare e monitorato dalle autorità sanitarie nell’ambito del sistema di sorveglianza già adottato con il West Nile è stato nuovamente rilevato nel Lazio. Si tratta dell’Usutu virus (USUV) e a confermarne la presenza è l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), pubblicato il 24 settembre e aggiornato al 23 settembre, che riporta due casi accertati in regione, mentre a livello nazionale il numero sale ad un totale di 15. A continuare ad essere monitorata è anche la “febbre del Nilo”, che non solo registra un numero di infezioni decisamente più elevato, ma manifesta caratteristiche epidemiologiche e cicli di trasmissione in parte simili all’USUV.

Che cos’è l’Usutu virus? Bisogna preoccuparsi?

L’Usutu appartiene alla famiglia dei flavivirus, la stessa del West Nile. Il suo ciclo naturale coinvolge principalmente uccelli e zanzare: gli insetti possono infettarsi pungendo animali portatori e trasmetterlo successivamente ad altri esemplari attraverso le loro punture. L’uomo, dunque, rappresenta una “vittima” occasionale della malattia che ne deriva e la presenza di casi umani viene utilizzata principalmente come indicatore della circolazione del patogeno nell’ambiente. Generalmente, l’infezione da Usutu non provoca sintomi oppure passa inosservata, salvo quelle circostanze in cui compaiano manifestazioni cliniche quali febbre e disturbi generali. Molto più rare, invece, sono le manifestazioni neurologiche, tra cui encefalite o meningoencefalite, che solitamente si riscontrano in persone anziane o immunocompromesse.

Non solo West Nile, con le zanzare torna anche l’Usutu virus: due i casi confermati nel Lazio
Piccole e spesso invisibili, le zanzare possono trasmettere anche virus meno conosciuti come l’Usutu: la prevenzione passa anche da gesti semplici, come evitare i ristagni d’acqua e proteggere la pelle dalle punture

Tuttavia, ad oggi non esiste una terapia antivirale specifica e, in caso di infezione, il trattamento è principalmente rivolto ai sintomi e alle condizioni cliniche del paziente. Perciò, il principale strumento a disposizione per difendersi è quella della prevenzione. Di conseguenza, le raccomandazioni sono sempre quelle di utilizzare repellenti sulla pelle esposta secondo le istruzioni dei prodotti, indossare quando possibile abiti che coprano braccia e gambe e fare ricorso a zanzariere negli ambienti domestici. Un’altra misura importante può essere quella di evitare i ristagni d’acqua in sottovasi, secchi, contenitori e recipienti, poiché perfino quelli di piccole dimensioni possono diventare luoghi favorevoli alla riproduzione delle zanzare.

Del resto, l’Usutu non è una presenza nuova nel Lazio. La sua diffusione nella regione è documentata da anni. Basti pensare che nel 2018, ad esempio, furono individuati tre casi di infezione in donatori di sangue e nel 2025 l’ISS ne aveva registrati altri tre. Pertanto, i due casi odierni costituiscono l’ennesima conferma di una presenza che il sistema di sorveglianza continua a tenere sotto osservazione. E proprio perché l’USUV, nella maggior parte dei casi, può passare inosservato, conoscerlo e ridurre le occasioni di contatto con le zanzare può contribuire in maniera più concreta a prevenirne, o perlomeno a limitarne, la trasmissione.